• Deducibilità degli interessi attivi di mora

    Nessuna norma autorizza una deroga, per gli interessi attivi di mora, ai criteri d’imputazione per competenza fissati dall’art. 75 t.u.i.r. per tutti i componenti positivi e negativi del reddito d’impresa. La Corte di Cassazione respinge il ricorso dell’Agenzia delle Entrate che aveva recuperato a tassazione interessi attivi di mora ritenendoli Continua
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Ubriaco in auto: scatta il reato anche se il veicolo è fermo

Ubriaco in auto scatta il reato anche se il veicolo è fermo

 

Anche se il veicolo sul quale si trova il conducente in stato di ebbrezza è fermo al momento del controllo, scatta il reato.

E' quanto emerge dalla sentenza della Corte di Cassazione, sez. IV penale, 6 giugno 2019, n. 25140 (scarica il testo in calce).

Sommario

Il fatto

Il caso vedeva un uomo, trovato in stato di ebbrezza all'interno della propria automobile, essere condannato dai giudici di merito per il reato di guida in stato di ebbrezza. Avverso tale sentenza l'uomo propone ricorso per Cassazione lamentando, in particolare, la mancanza della qualifica di “conducente” in capo all'uomo, posto che al momento dell'accertamento l'uomo si trovava certo all'interno della propria automobile ma questa era ferma al lato della strada.

L'art. 186 cod. strad., infatti, configura un reato proprio in quanto per poter essere ritenuti responsabili occorre essere “alla guida” del veicolo, non essendo sufficiente essere al posto di guida se il veicolo non è in circolazion

La decisione

Gli ermellini ritengono il ricorso infondato in quanto, contrariamente a quanto dedotto dalla difesa dell'imputato, era accertato che, la pattuglia dei Carabinieri aveva proceduto a fermare il conducente perché zigzagava con la macchina lungo il rettilineo in cui l'operante si trovava per effettuare un posto di blocco.

In ogni caso, anche se la difesa avesse potuto dimostrare che l'imputato non si trovava in fase di circolazione al momento del controllo, gli ermellini ritengono comunque sussistente la responsabilità dell'uomo posto che, secondo orientamento dominante in giurisprudenza, anche la “fermata” costituisce una fase della circolazione (Cass. pen., Sez. IV, 25 gennaio 2018, n. 21057; Cass. pen., Sez. IV, 7 marzo 2013, n. 45514).

 

Fonte: https://www.altalex.com/documents/news/2019/10/04/ubriaco-in-auto-reato-anche-se-veicolo-e-fermo

Non ho visto la paletta della polizia

Non ho visto la paletta della polizia

 

I carabinieri o i vigili hanno tirato fuori la paletta, ma non mi sono fermato all’alt: cosa rischio?

 

Non piace a nessuno ricevere l’alt dei carabinieri e fermarsi, a margine della strada, per i controlli. Nella migliore delle ipotesi, si perdono dai cinque ai dieci minuti. Certo, si tratta di un tempo irrisorio, ma ricordiamo che, per molto meno, si è spesso portati a passare col rosso o a non rispettare la precedenza. Se poi hai dimenticato a casa la patente, non hai fatto la revisione dell’auto o hai l’assicurazione scaduta le cose si potrebbero complicare e, oltre al tempo, perderesti i punti sulla patente e buona parte dello stipendio per pagare la multa. Molto meglio far finta di niente e andare avanti per la propria direzione. Del resto, se è vero che, quando guidi, devi avere gli occhi puntati sul traffico, sui pedoni che attraversano e sulle auto che provengono dalle intersezioni, ben potresti dire: non ho visto la paletta

Ecco, immaginiamo un’ipotesi del genere: se mai non dovessi fermarti all’alt della polizia, cosa rischieresti? Potresti subire un procedimento penale, l’arresto o un inseguimento “all’americana”? Se non ti fermi al posto di blocco, ti sparano come nei film polizieschi? Chi crede che succeda tutto ciò si sbaglia di grosso. La legge italiana è molto più benevola con chi è distratto, anche se dall’altro lato c’è una pattuglia intenta a fare il proprio dovere.

Certo, esiste il reato di «resistenza a pubblico ufficiale» la cui incriminazione è certo molto più grave di una semplice multa per la guida senza patente o con l’assicurazione scaduta: ma il punto è che la giurisprudenza – come avremo modo di vedere a breve – ha interpretato il senso della norma penale in modo restrittivo, escludendo la condanna per una serie di ipotesi come quella di cui stiamo parlando ora.

Ti chiederai allora: cosa rischio se non ho visto la paletta? Se hai questo dubbio non ti resta che leggere le righe qui di sotto. Ti spiegheremo, per filo e per segno, a quali conseguenze vai incontro se fai lo “gnorri”.

Pedone investito dove non doveva attraversare: chi paga?

Pedone investito dove non doveva attraversare chi paga

 

L’automobilista è responsabile di un incidente quando si trova una persona in un punto della strada vietato ai pedoni? Ecco la risposta della Cassazione.

 

Può capitare a chiunque di avere una giornata particolarmente frenetica al punto che, quando si sposta a piedi da una parte all’altra della città, non sempre cerca le strisce pedonali per attraversare la strada. Guarda da una parte, guarda dall’altra e se non vede arrivare una macchina decide di avventurarsi, anche quando il semaforo è rosso. La fretta, però, è una brutta bestia e se non si sta attenti può succedere che da dietro una curva spunti un’auto o una moto e che si venga travolti. In questo caso, cioè quando il pedone è investito dove non doveva attraversare, chi paga il danno?

Già il fatto di passare da un marciapiede all’altro sulle strisce pedonali, ma di corsa, non esime il pedone dalle sue responsabilità, come abbiamo avuto modo di spiegare in questo articolo. Qui, invece, parliamo di chi proprio le strisce nemmeno le cerca, vale a dire di chi attraversa la strada in un punto vietato, come può essere un incrocio pericoloso in una strada extraurbana o un tratto in cui ci sia uno spartitraffico che non consente il passaggio dei pedoni. E sulla responsabilità civile da attribuire in situazioni come questa si è espressa, di recente, la Cassazione: per un pedone investito dove non doveva attraversare, l’automobilista o il motociclista che «l’ha messo sotto» non deve essere ritenuto colpevole dell’incidente.

Pedoni: dove devono circolare?

Per capire quando un pedone investito può avere torto in caso di incidente, bisogna prima vedere dov’è che può circolare secondo la normativa in vigore. Il Codice della strada [2] è piuttosto esplicito: in città, i pedoni devono camminare sui marciapiedi, sulle banchine, sui viali e su altri spazi a loro predisposti. Nel caso in cui non ci fossero dei marciapiedi o questi non coprissero l’intero tratto da percorrere perché rovinati o insufficienti, i pedoni dovrebbero camminare sul margine della carreggiata esattamente opposto al senso di marcia, quindi sul lato sinistro, in modo da essere visti il più possibile dagli automobilisti.

Se, invece, si trovano in una zona extraurbana, solitamente priva di marciapiedi o banchine, vale la regola di camminare sul lato sinistro della carreggiata a due sensi di marcia e sul lato destro nelle strade a senso unico e uno dietro all’altro, cioè in «fila indiana» per non intralciare la circolazione e per evitare di causare un incidente.

Pedoni: dove devono attraversare?

Si tende spesso a dare per stabilito che quando si attraversa una strada, il pedone deve avere sempre ragione e l’auto che sopraggiunge è tenuta a fermarsi. Certo, non è che un automobilista deve tirare dritto quando si vede davanti una persona, anche se questa si trova dove non deve, ci mancherebbe altro. Quel che, però, è chiaro è che, come chi si trova al volante, anche il pedone deve rispettare delle regole. In particolare, se vuole attraversare la strada lo deve fare:

  • sulle strisce pedonali, dopo aver controllato, comunque, di non avere una macchina praticamente addosso;
  • gli attraversamenti determinati dai semafori pedonali;
  • i sottopassaggi o i sovrapassaggi dove siano previsti.

Nel caso in cui manchi tutto questo o siano distanti almeno 100 metri dal punto in cui si trova, il pedone deve attraversare la strada andando dritto da un punto all’altro in senso perpendicolare, cioè non in diagonale o a zig-zag. E, comunque, dando sempre la precedenza agli automobilisti.

In altre parole, e leggendo sempre quanto dettato dal Codice della strada, i pedoni non possono:

  • attraversare la strada se non in senso perpendicolare rispetto alla carreggiata;
  • attraversare al di fuori delle strisce o dei semafori;
  • fermarsi o muoversi in modo indeciso sulla carreggiata, se non in caso di bisogno;
  • attraversare la strada davanti ad un mezzo di trasporto pubblico fermo (un autobus o un tram in sosta).

Se non si rispettano queste regole, si è passibili di una multa compresa tra 25 e 99 euro.

Pedone investito per attraversare dove non si può: va risarcito?

Come accennato, la Cassazione ha stabilito che quando un pedone viene investito in un punto in cui non doveva trovarsi e per avere avuto una condotta contraria a quanto stabilito dal Codice della strada, non è possibile chiedere delle responsabilità all’automobilista.

La Suprema Corte si è espressa in questo senso valutando il caso di una donna che era stata investita e uccisa a Roma, mentre attraversava una strada extraurbana in un tratto vietato dalla presenza al centro della carreggiata di uno spartitraffico. L’automobilista, secondo la ricostruzione dei fatti, non aveva avuto modo di schivarla.

Per i giudici, infatti, quando un pedone tiene una condotta imprevedibile ed anormale (come il fatto di attraversare una strada in un tratto vietato), ed il conducente non ha alcuna possibilità oggettiva di vederlo (e, quindi, di evitarlo), l’unica responsabilità del danno è in carico al pedone stesso. Questo perché è lui il fattore causale dell’incidente, avendo creato delle condizioni di pericolo per sé stesso e non dando la precedenza al veicolo, come invece la normativa dice di fare.

L’automobilista è responsabile di un incidente quando si trova una persona in un punto della strada vietato ai pedoni? Ecco la risposta della Cassazione.

 

Può capitare a chiunque di avere una giornata particolarmente frenetica al punto che, quando si sposta a piedi da una parte all’altra della città, non sempre cerca le strisce pedonali per attraversare la strada. Guarda da una parte, guarda dall’altra e se non vede arrivare una macchina decide di avventurarsi, anche quando il semaforo è rosso. La fretta, però, è una brutta bestia e se non si sta attenti può succedere che da dietro una curva spunti un’auto o una moto e che si venga travolti. In questo caso, cioè quando il pedone è investito dove non doveva attraversare, chi paga il danno?

Già il fatto di passare da un marciapiede all’altro sulle strisce pedonali, ma di corsa, non esime il pedone dalle sue responsabilità, come abbiamo avuto modo di spiegare in questo articolo. Qui, invece, parliamo di chi proprio le strisce nemmeno le cerca, vale a dire di chi attraversa la strada in un punto vietato, come può essere un incrocio pericoloso in una strada extraurbana o un tratto in cui ci sia uno spartitraffico che non consente il passaggio dei pedoni. E sulla responsabilità civile da attribuire in situazioni come questa si è espressa, di recente, la Cassazione: per un pedone investito dove non doveva attraversare, l’automobilista o il motociclista che «l’ha messo sotto» non deve essere ritenuto colpevole dell’incidente.

Pedoni: dove devono circolare?

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Incidente da solo: assicurazione paga?

Incidente da solo assicurazione paga

 

Se l’auto sbanda, finisce fuori strada e non urta ad un’altra macchina chi paga i danni?

Siamo abituati a pensare agli incidenti stradali come a scontri o a tamponamenti tra due o più auto. Raramente, immaginiamo che un incidente è anche quello ove si verifica l’impatto tra un’auto e il guardrail, un lampione, un cartello o il muretto di contenimento posto a margine della strada. Ed è anche un incidente quello in cui, pur senza alcun contatto tra due auto, una sbanda a causa della condotta imprudente di un’altra. Cosa succede in ipotesi di questo tipo? In caso di incidente da solo, l’assicurazione paga? Cerchiamo di fare il punto della situazione e di capire quando è possibile sperare di ottenere il risarcimento.

Indice

1 Incidente da solo: cosa si intende?
1.1 Incidente da solo per causa di una buca stradale
1.2 Incidente da solo per colpa di una lastra di ghiaccio
1.3 Incidente da solo per colpa di un cane randagio
1.4 Incidente per colpa di animali selvatici
1.5 Incidente per colpa di una macchia d’olio
2 Incidente senza urto tra due auto

Incidente da solo: cosa si intende?

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