• Deducibilità degli interessi attivi di mora

    Nessuna norma autorizza una deroga, per gli interessi attivi di mora, ai criteri d’imputazione per competenza fissati dall’art. 75 t.u.i.r. per tutti i componenti positivi e negativi del reddito d’impresa. La Corte di Cassazione respinge il ricorso dell’Agenzia delle Entrate che aveva recuperato a tassazione interessi attivi di mora ritenendoli Continua
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Pedone investito dove non doveva attraversare chi paga

 

L’automobilista è responsabile di un incidente quando si trova una persona in un punto della strada vietato ai pedoni? Ecco la risposta della Cassazione.

 

Può capitare a chiunque di avere una giornata particolarmente frenetica al punto che, quando si sposta a piedi da una parte all’altra della città, non sempre cerca le strisce pedonali per attraversare la strada. Guarda da una parte, guarda dall’altra e se non vede arrivare una macchina decide di avventurarsi, anche quando il semaforo è rosso. La fretta, però, è una brutta bestia e se non si sta attenti può succedere che da dietro una curva spunti un’auto o una moto e che si venga travolti. In questo caso, cioè quando il pedone è investito dove non doveva attraversare, chi paga il danno?

Già il fatto di passare da un marciapiede all’altro sulle strisce pedonali, ma di corsa, non esime il pedone dalle sue responsabilità, come abbiamo avuto modo di spiegare in questo articolo. Qui, invece, parliamo di chi proprio le strisce nemmeno le cerca, vale a dire di chi attraversa la strada in un punto vietato, come può essere un incrocio pericoloso in una strada extraurbana o un tratto in cui ci sia uno spartitraffico che non consente il passaggio dei pedoni. E sulla responsabilità civile da attribuire in situazioni come questa si è espressa, di recente, la Cassazione: per un pedone investito dove non doveva attraversare, l’automobilista o il motociclista che «l’ha messo sotto» non deve essere ritenuto colpevole dell’incidente.

Pedoni: dove devono circolare?

Per capire quando un pedone investito può avere torto in caso di incidente, bisogna prima vedere dov’è che può circolare secondo la normativa in vigore. Il Codice della strada [2] è piuttosto esplicito: in città, i pedoni devono camminare sui marciapiedi, sulle banchine, sui viali e su altri spazi a loro predisposti. Nel caso in cui non ci fossero dei marciapiedi o questi non coprissero l’intero tratto da percorrere perché rovinati o insufficienti, i pedoni dovrebbero camminare sul margine della carreggiata esattamente opposto al senso di marcia, quindi sul lato sinistro, in modo da essere visti il più possibile dagli automobilisti.

Se, invece, si trovano in una zona extraurbana, solitamente priva di marciapiedi o banchine, vale la regola di camminare sul lato sinistro della carreggiata a due sensi di marcia e sul lato destro nelle strade a senso unico e uno dietro all’altro, cioè in «fila indiana» per non intralciare la circolazione e per evitare di causare un incidente.

Pedoni: dove devono attraversare?

Si tende spesso a dare per stabilito che quando si attraversa una strada, il pedone deve avere sempre ragione e l’auto che sopraggiunge è tenuta a fermarsi. Certo, non è che un automobilista deve tirare dritto quando si vede davanti una persona, anche se questa si trova dove non deve, ci mancherebbe altro. Quel che, però, è chiaro è che, come chi si trova al volante, anche il pedone deve rispettare delle regole. In particolare, se vuole attraversare la strada lo deve fare:

  • sulle strisce pedonali, dopo aver controllato, comunque, di non avere una macchina praticamente addosso;
  • gli attraversamenti determinati dai semafori pedonali;
  • i sottopassaggi o i sovrapassaggi dove siano previsti.

Nel caso in cui manchi tutto questo o siano distanti almeno 100 metri dal punto in cui si trova, il pedone deve attraversare la strada andando dritto da un punto all’altro in senso perpendicolare, cioè non in diagonale o a zig-zag. E, comunque, dando sempre la precedenza agli automobilisti.

In altre parole, e leggendo sempre quanto dettato dal Codice della strada, i pedoni non possono:

  • attraversare la strada se non in senso perpendicolare rispetto alla carreggiata;
  • attraversare al di fuori delle strisce o dei semafori;
  • fermarsi o muoversi in modo indeciso sulla carreggiata, se non in caso di bisogno;
  • attraversare la strada davanti ad un mezzo di trasporto pubblico fermo (un autobus o un tram in sosta).

Se non si rispettano queste regole, si è passibili di una multa compresa tra 25 e 99 euro.

Pedone investito per attraversare dove non si può: va risarcito?

Come accennato, la Cassazione ha stabilito che quando un pedone viene investito in un punto in cui non doveva trovarsi e per avere avuto una condotta contraria a quanto stabilito dal Codice della strada, non è possibile chiedere delle responsabilità all’automobilista.

La Suprema Corte si è espressa in questo senso valutando il caso di una donna che era stata investita e uccisa a Roma, mentre attraversava una strada extraurbana in un tratto vietato dalla presenza al centro della carreggiata di uno spartitraffico. L’automobilista, secondo la ricostruzione dei fatti, non aveva avuto modo di schivarla.

Per i giudici, infatti, quando un pedone tiene una condotta imprevedibile ed anormale (come il fatto di attraversare una strada in un tratto vietato), ed il conducente non ha alcuna possibilità oggettiva di vederlo (e, quindi, di evitarlo), l’unica responsabilità del danno è in carico al pedone stesso. Questo perché è lui il fattore causale dell’incidente, avendo creato delle condizioni di pericolo per sé stesso e non dando la precedenza al veicolo, come invece la normativa dice di fare.

L’automobilista è responsabile di un incidente quando si trova una persona in un punto della strada vietato ai pedoni? Ecco la risposta della Cassazione.

 

Può capitare a chiunque di avere una giornata particolarmente frenetica al punto che, quando si sposta a piedi da una parte all’altra della città, non sempre cerca le strisce pedonali per attraversare la strada. Guarda da una parte, guarda dall’altra e se non vede arrivare una macchina decide di avventurarsi, anche quando il semaforo è rosso. La fretta, però, è una brutta bestia e se non si sta attenti può succedere che da dietro una curva spunti un’auto o una moto e che si venga travolti. In questo caso, cioè quando il pedone è investito dove non doveva attraversare, chi paga il danno?

Già il fatto di passare da un marciapiede all’altro sulle strisce pedonali, ma di corsa, non esime il pedone dalle sue responsabilità, come abbiamo avuto modo di spiegare in questo articolo. Qui, invece, parliamo di chi proprio le strisce nemmeno le cerca, vale a dire di chi attraversa la strada in un punto vietato, come può essere un incrocio pericoloso in una strada extraurbana o un tratto in cui ci sia uno spartitraffico che non consente il passaggio dei pedoni. E sulla responsabilità civile da attribuire in situazioni come questa si è espressa, di recente, la Cassazione: per un pedone investito dove non doveva attraversare, l’automobilista o il motociclista che «l’ha messo sotto» non deve essere ritenuto colpevole dell’incidente.

Pedoni: dove devono circolare?

 

Per capire quando un pedone investito può avere torto in caso di incidente, bisogna prima vedere dov’è che può circolare secondo la normativa in vigore. Il Codice della strada [2] è piuttosto esplicito: in città, i pedoni devono camminare sui marciapiedi, sulle banchine, sui viali e su altri spazi a loro predisposti. Nel caso in cui non ci fossero dei marciapiedi o questi non coprissero l’intero tratto da percorrere perché rovinati o insufficienti, i pedoni dovrebbero camminare sul margine della carreggiata esattamente opposto al senso di marcia, quindi sul lato sinistro, in modo da essere visti il più possibile dagli automobilisti.

Se, invece, si trovano in una zona extraurbana, solitamente priva di marciapiedi o banchine, vale la regola di camminare sul lato sinistro della carreggiata a due sensi di marcia e sul lato destro nelle strade a senso unico e uno dietro all’altro, cioè in «fila indiana» per non intralciare la circolazione e per evitare di causare un incidente.

Pedoni: dove devono attraversare?

Si tende spesso a dare per stabilito che quando si attraversa una strada, il pedone deve avere sempre ragione e l’auto che sopraggiunge è tenuta a fermarsi. Certo, non è che un automobilista deve tirare dritto quando si vede davanti una persona, anche se questa si trova dove non deve, ci mancherebbe altro. Quel che, però, è chiaro è che, come chi si trova al volante, anche il pedone deve rispettare delle regole. In particolare, se vuole attraversare la strada lo deve fare:

  • sulle strisce pedonali, dopo aver controllato, comunque, di non avere una macchina praticamente addosso;
  • gli attraversamenti determinati dai semafori pedonali;
  • i sottopassaggi o i sovrapassaggi dove siano previsti.

Nel caso in cui manchi tutto questo o siano distanti almeno 100 metri dal punto in cui si trova, il pedone deve attraversare la strada andando dritto da un punto all’altro in senso perpendicolare, cioè non in diagonale o a zig-zag. E, comunque, dando sempre la precedenza agli automobilisti.

In altre parole, e leggendo sempre quanto dettato dal Codice della strada, i pedoni non possono:

  • attraversare la strada se non in senso perpendicolare rispetto alla carreggiata;
  • attraversare al di fuori delle strisce o dei semafori;
  • fermarsi o muoversi in modo indeciso sulla carreggiata, se non in caso di bisogno;
  • attraversare la strada davanti ad un mezzo di trasporto pubblico fermo (un autobus o un tram in sosta).

Se non si rispettano queste regole, si è passibili di una multa compresa tra 25 e 99 euro.

Pedone investito per attraversare dove non si può: va risarcito?

Come accennato, la Cassazione ha stabilito che quando un pedone viene investito in un punto in cui non doveva trovarsi e per avere avuto una condotta contraria a quanto stabilito dal Codice della strada, non è possibile chiedere delle responsabilità all’automobilista.

La Suprema Corte si è espressa in questo senso valutando il caso di una donna che era stata investita e uccisa a Roma, mentre attraversava una strada extraurbana in un tratto vietato dalla presenza al centro della carreggiata di uno spartitraffico. L’automobilista, secondo la ricostruzione dei fatti, non aveva avuto modo di schivarla.

Per i giudici, infatti, quando un pedone tiene una condotta imprevedibile ed anormale (come il fatto di attraversare una strada in un tratto vietato), ed il conducente non ha alcuna possibilità oggettiva di vederlo (e, quindi, di evitarlo), l’unica responsabilità del danno è in carico al pedone stesso. Questo perché è lui il fattore causale dell’incidente, avendo creato delle condizioni di pericolo per sé stesso e non dando la precedenza al veicolo, come invece la normativa dice di fare.

 

Fonte: https://www.laleggepertutti.it/326105_pedone-investito-dove-non-doveva-attraversare-chi-paga

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