• Deducibilità degli interessi attivi di mora

    Nessuna norma autorizza una deroga, per gli interessi attivi di mora, ai criteri d’imputazione per competenza fissati dall’art. 75 t.u.i.r. per tutti i componenti positivi e negativi del reddito d’impresa. La Corte di Cassazione respinge il ricorso dell’Agenzia delle Entrate che aveva recuperato a tassazione interessi attivi di mora ritenendoli Continua
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Auto in doppia fila impedisce luscita dal parcheggio2

 

Parcheggio in seconda fila: reato di violenza privata bloccare il passaggio dell’auto anche se per pochi minuti.

Dopo una breve passeggiata sei tornato alla tua auto ma un’altra, parcheggiata in seconda fila, ti impedisce di uscire. Hai suonato il clacson per diversi secondi, ma non c’è stato modo di rintracciare il proprietario che, evidentemente, o si è allontanato o è tanto distratto da non sentire il baccano che stai facendo.

Hai provato a telefonare al comando della polizia locale la quale ha promesso l’invio di un agente e del carro attrezzi, ma non prima di mezz’ora.

Dopo dieci minuti si è presentato il proprietario con aria candida, quasi infastidito dalla tua premura. Lo hai redarguito a voce, ma dinanzi alla sua strafottenza, hai deciso di rincarare la voce e di passare alle vie legali. Cosa puoi fare nel caso in cui un’auto in doppia fila impedisce l’uscita dal parcheggio? Cosa dicono, a riguardo, il Codice della strada e le altre leggi?

Di tanto si è occupata più volte la Cassazione che, da ultimo, ha analizzato il caso di un motorino che, parcheggiato in seconda fila, aveva bloccato il passaggio a un altro veicolo [1]. Ecco la sintesi dell’orientamento giurisprudenziale in materia.

Indice

1 Multa per auto in doppia fila
2 Reato di violenza privata per auto, moto e motorini in seconda fila
3 Parcheggio in doppia fila e reato: ultime sentenze
3.1 Integra violenza privata parcheggiare l’auto in modo tale da bloccare il passaggio alla persona offesa
3.2 Chi parcheggia la propria auto in modo da impedire ad altri manovre con la propria commette il delitto di violenza privata
3.3 Impedire ad un’autovettura di proseguire il tragitto
3.4 Parcheggiare la propria auto impedendo la chiusura di un cancello ed il transito attraverso tale apertura può integrare violenza privata
3.5 Delitto di violenza privata: violenza o minaccia devono comportare la significativa riduzione della libertà di movimento o di autodeterminazione della vittima
3.6 Parcheggiare l’auto impendendo ad altri l’accesso ad un immobile può integrare il reato di violenza privata
3.7 Può integrare violenza privata impedire ad altro soggetto di scendere dal veicolo
3.8 Il parcheggio abusivo nell’area per disabili integra violenza privata
3.9 Integra violenza privata la condotta dell’imputato che estrae con forza la ex fidanzata dall’auto
3.10 Integra violenza privata costringere la ex compagna a salire in auto

Multa per auto in doppia fila

 

L’articolo 158 del Codice della strada vieta il parcheggio in una serie di ipotesi tra cui:

ovunque venga impedito di accedere ad un altro veicolo regolarmente in sosta, oppure lo spostamento di veicoli in sosta;
in seconda fila, salvo che si tratti di veicoli a due ruote, due ciclomotori a due ruote o due motocicli.

La violazione di tali regole implica una multa stradale da 24 a 98 euro per i ciclomotori e i motoveicoli a due ruote e da 41 a 169 euro per i restanti veicoli.

Si tratta però di una sanzione amministrativa che richiede la presenza in loco degli agenti della polizia municipale. Non è possibile, ad esempio, fare una fotografia del responsabile che lasci l’auto in seconda fila e poi inviarla al comando dei vigili visto che la constatazione dell’infrazione va sempre fatta dal pubblico ufficiale. E non sempre i vigili sono disponibili. Né l’arrivo del carro attrezzi è così immediato come a volte, nel caotico tran tran quotidiano, si vorrebbe per poter riprendere la propria spasmodica corsa ai vari impegni. Così ben può succedere che si sia costretti ad aspettare diversi minuti prima di poter passare. Che fare in questi casi?

Oltre alla tutela di carattere amministrativo ce n’è anche una di rilievo penale. Lo vedremo nel seguente paragrafo.
Reato di violenza privata per auto, moto e motorini in seconda fila

La legge non giustifica la maleducazione al pari della malafede. Il disinteressarsi del proprio veicolo lasciato in seconda fila costituisce il reato di violenza privata. L’illecito penale previsto dall’articolo 610 del Codice penale scatta tutte le volte in cui si costringe altri, con violenza o minaccia, a fare, tollerare od omettere qualche cosa.

È irrilevante che la condotta incriminata duri pochi minuti. I giudici della Cassazione sottolineano infatti la natura di reato istantaneo riconosciuta al delitto di violenza privata. Ciò significa che «per la consumazione del reato è irrilevante che la condotta criminosa si protragga nel tempo». Anche perché «il requisito della violenza si identifica con qualsiasi mezzo idoneo a privare coattivamente della libertà di determinazione e di azione la persona offesa» che quindi «è costretta a fare, tollerare od omettere qualcosa contro la propria volontà».

Per quanto poi riguarda l’aspetto dei motorini, è vero – come dice il Codice della strada – che questi possono anche parcheggiare in seconda fila, tuttavia ciò non deve impedire alle auto di uscire dal parcheggio. Diversamente, scatterebbe comunque sia la sanzione amministrativa che il reato di violenza privata.

Non è la prima volta che la Cassazione decide sul punto. Sono numerose le pronunce che affermano la responsabilità penale per chi blocca l’uscita da casa o dal parcheggio all’altrui veicolo. Riportiamo qui di seguito alcune delle più recenti sentenze.
Parcheggio in doppia fila e reato: ultime sentenze
Integra violenza privata parcheggiare l’auto in modo tale da bloccare il passaggio alla persona offesa

Integra il delitto di violenza privata la condotta di colui che parcheggi la propria autovettura in modo tale da bloccare il passaggio impedendo l’accesso alla persona offesa, considerato che, ai fini della configurabilità del reato in questione, il requisito della violenza si identifica in qualsiasi mezzo idoneo a privare coattivamente l’offeso della libertà di determinazione e di azione.

Cassazione penale sez. V, 16/10/2019, n.51236
Chi parcheggia la propria auto in modo da impedire ad altri manovre con la propria commette il delitto di violenza privata

Integra il delitto di violenza privata di cui all’art. 610 c.p. la condotta di colui che parcheggi la propria autovettura in modo tale da impedire ad altri manovre con la propria.

Corte appello Perugia, 01/10/2018, n.936
Impedire ad un’autovettura di proseguire il tragitto

Impedire ad un’auto di proseguire il tragitto posizionandosi con la propria auto davanti integra il reato di violenza privata. (Nel caso di specie l’imputato dopo aver posizionato la propria auto dinnanzi a quella della vittima per impedirgli di andare via scendeva dall’autovettura e si scagliava contro il parabrezza con un pugno e gettando un vaso di fiori).

Tribunale Terni, 22/05/2018, n.569
Parcheggiare la propria auto impedendo la chiusura di un cancello ed il transito attraverso tale apertura può integrare violenza privata

Integra il delitto di violenza privata la condotta dell’imputato che impedisce, per giorni, alla vittima la chiusura di un cancello posto sul limitare della proprietà di quest’ultima ed il transito attraverso tale apertura, ivi parcheggiando un’autovettura e sedendo in prossimità dei battenti.

Cassazione penale sez. V, 18/05/2018, n.40482
Delitto di violenza privata: violenza o minaccia devono comportare la significativa riduzione della libertà di movimento o di autodeterminazione della vittima

Ai fini dell’integrazione del delitto di violenza privata occorre che la violenza o la minaccia costitutive della fattispecie incriminatrice, comportino la perdita o la significativa riduzione della libertà di movimento o della capacità di autodeterminazione del soggetto passivo (nella specie: il soggetto passivo aveva parcheggiato la sua autovettura davanti ad un supermercato e stava per uscire per andare a fare la spesa, quando l’imputato aveva parcheggiato la sua autovettura dietro di lui era sceso e lo ha insultato per svariati minuti, nel frattempo il soggetto passivo era rimasto tutto il tempo chiuso nella sua auto senza scendere dalla stessa).

Corte appello Torino sez. II, 14/11/2017, n.7659
Parcheggiare l’auto impendendo ad altri l’accesso ad un immobile può integrare il reato di violenza privata

Integra il delitto di violenza privata la condotta di colui che parcheggi la propria autovettura dinanzi ad un fabbricato in modo tale da bloccare il passaggio impedendo l’accesso alla parte lesa, considerato che, ai fini della configurabilità del reato in questione, il requisito della violenza si identifica in qualsiasi mezzo idoneo a privare coattivamente l’offeso della libertà di determinazione e di azione.

Cassazione penale sez. V, 16/10/2017, n.1912
Può integrare violenza privata impedire ad altro soggetto di scendere dal veicolo

Accostarsi ad un’altra auto, impedendo all’altro conducente di scendere dal mezzo, può configurare il reato di violenza privata.

Cassazione penale sez. V, 12/10/2017, n.53978
Il parcheggio abusivo nell’area per disabili integra violenza privata

Lasciare l’auto in sosta su un parcheggio riservato ai disabili, oltre che essere un gesto incivile e vietato dall’art. 158, comma 2, c. strada, integra una violazione dell’art. 610 c.p. configurando il delitto di violenza privata. Ad affermarlo è la Cassazione che conferma la condanna inflitta a un uomo il quale aveva parcheggiato per diverse ore la propria autovettura in uno spazio riservato a una utente affetta da gravi patologie, così impedendole di utilizzarlo fino alla rimozione della sua autovettura. Per la Corte tale condotta integra sia l’elemento oggettivo del reato, essendo lo spazio riservato espressamente a una determinata persona per ragioni attinenti allo stato di salute, sia l’elemento soggettivo, essendovi la consapevolezza dell’agente di occupare uno spazio riservato ai disabili.

Cassazione penale sez. V, 23/02/2017, n.17794
Integra violenza privata la condotta dell’imputato che estrae con forza la ex fidanzata dall’auto

Ai fini del reato di violenza privata, non è necessaria una minaccia verbale o esplicita, essendo sufficiente una condotta o un atteggiamento dell’agente idoneo a incutere timore nel soggetto passivo e finalizzata a indurre quest’ultimo a fare, tollerare o omettere qualcosa (nella specie, l’imputato aveva estratto con forza la ex fidanzata dall’abitacolo dell’auto sulla quale si trovava).

Cassazione penale sez. V, 09/04/2019, n.35092
Integra violenza privata costringere la ex compagna a salire in auto

Ai fini dell’integrazione del delitto di violenza privata non è richiesta una minaccia verbale o esplicita, essendo al contrario sufficiente un qualsiasi comportamento o atteggiamento idoneo ad incutere timore e a suscitare la preoccupazione di subire un danno ingiusto per ottenere che il soggetto passivo sia indotto a fare, tollerare od omettere qualcosa (condanna per l’imputato che aveva costretto l’ex convivente e salire a bordo della sua auto afferrandola per le spalle).

Cassazione penale sez. V, 24/02/2017, n.2

Fonte: https://www.laleggepertutti.it/406109_auto-in-doppia-fila-impedisce-luscita-dal-parcheggio

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