• Deducibilità degli interessi attivi di mora

    Nessuna norma autorizza una deroga, per gli interessi attivi di mora, ai criteri d’imputazione per competenza fissati dall’art. 75 t.u.i.r. per tutti i componenti positivi e negativi del reddito d’impresa. La Corte di Cassazione respinge il ricorso dell’Agenzia delle Entrate che aveva recuperato a tassazione interessi attivi di mora ritenendoli Continua
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Caduta passeggero dalla moto risarcimento

 

Terzo trasportato e caduta motorino o motocicletta: chi paga i danni? A quale assicurazione rivolgersi?

Qualche giorno fa, un amico ti ha dato un passaggio sulla sua moto. Ad un incrocio, però, siete caduti entrambi a terra. La colpa è di un’altra auto che non si è accorta di voi, costringendovi a una frenata brusca. Tra i due, tu sei quello che ha riportato i maggiori danni: hai una gamba fratturata e ora dovrai stare trenta giorni con il gesso. Così ti appresti a presentare la richiesta del risarcimento del danno all’assicurazione del conducente. Ad avviso di quest’ultimo, però, la domanda va rivolta alla compagnia dell’altro veicolo, avendo quest’ultimo causato l’incidente. Egli, infatti, teme che, dalla denuncia di sinistro, possa derivare per lui un aumento del premio pur non avendo alcuna colpa per l’episodio. Qual è la soluzione corretta imposta dalla legge? Come chiedere il risarcimento in caso di caduta del passeggero dalla moto?

La risposta è stata fornita dalla Cassazione in una recente sentenza [1]. Ecco cosa hanno detto i giudici supremi.

Indice

1 Il principio dell’indennizzo diretto
2 Il risarcimento al passeggero (terzo trasportato)
3 Risarcimento danni per caduta del passeggero dalla moto

Il principio dell’indennizzo diretto

 

Nel sistema delle assicurazioni obbligatorie, quando l’incidente ha coinvolto due auto assicurate all’interno del territorio nazionale, si applica la regola del cosiddetto indennizzo diretto. In base ad essa, la domanda per ottenere il pagamento dei danni va sempre inoltrata alla propria assicurazione, a prescindere dal fatto che la colpa del sinistro sia dell’altro conducente.

Daniele si scontra contro l’auto di Tobia che sta procedendo in senso vietato. Per ottenere il risarcimento, Daniele deve rivolgersi alla propria assicurazione che, una volta accertata la responsabilità di Tobia, si rivarrà a sua volta contro la compagnia di quest’ultimo. Nel frattempo, però, Daniele viene risarcito subito.

Leggi la guida sull’Indennizzo diretto. In questo modo, il danneggiato, essendo anche “cliente” dell’assicurazione, dovrebbe – almeno nelle intenzioni del legislatore – ottenere un risarcimento più rapido e semplice. La procedura di indennizzo diretto è stata, infatti, decisa proprio per favorire la celerità nella liquidazione dei risarcimenti in favore delle vittime di incidente stradale. Essa però opera solo quando il sinistro stradale coinvolge due veicoli. Non può essere, quindi, accordata quando, ad esempio, il conducente fa un incidente per causa di un’insidia sulla strada.

Benedetta sta guidando la propria auto nel centro città. D’un tratto, una ruota finisce in una buca e scoppia. La macchina sbanda e finisce contro un muro. In questo caso, Benedetta non potrà essere risarcita dalla propria assicurazione, non avendo l’incidente coinvolto un altro veicolo, ma dovrà rivolgere la propria domanda al Comune, responsabile della manutenzione delle strade.

Il risarcimento al passeggero (terzo trasportato)

Sempre il Codice delle assicurazioni stabilisce che, in caso di danni fisici al passeggero (cosiddetto terzo trasportato), questo ha sempre diritto a chiedere il risarcimento alla compagnia del conducente del veicolo presso cui si trovava al momento del sinistro, anche quando la colpa per l’incidente è di un altro mezzo.

Tullio sta accompagnando a casa l’amico Marco. L’auto, però, va a scontrarsi su un muretto a causa di un tir che sta sorpassando in modo pericoloso. I due ne escono miracolosamente vivi, ma con molte ferite. Per quanto la colpa dell’incidente sia del conducente del tir, Marco dovrà farsi risarcire dall’assicurazione di Tullio.

Anche questa regola è stata stabilita per garantire, al terzo trasportato, un risarcimento immediato, avendo egli sempre diritto a farsi pagare i danni per le lesioni fisiche riportate.
Risarcimento danni per caduta del passeggero dalla moto

Nella pronuncia in commento, la Cassazione ha spiegato che la regola dell’indennizzo diretto si applica anche in caso di caduta del passeggero dalla moto altrui. E ciò vale anche quando non c’è stato uno scontro con un altro veicolo.

Roberto e Luciana viaggiano su una moto. D’un tratto, i due slittano sull’asfalto e finiscono a terra perché un’auto tenta un sorpasso invadendo la loro carreggiata. Tra i due mezzi, però, non c’è alcun contatto.

Il presupposto per l’applicazione della procedura dell’indennizzo diretto – scrive la Cassazione – consiste in un sinistro, anche in assenza di scontro, che coinvolga più (e, quindi, almeno due) veicoli.

In tal senso, depone la formulazione testuale e letterale della norma, laddove fa riferimento alla possibilità di esercizio dell’azione a prescindere dall’accertamento della responsabilità «dei conducenti dei veicoli coinvolti». Tale soluzione trova conferma anche nell’altro principio, in forza del quale il passeggero (di un’auto o di una moto) ha diritto ad essere sempre risarcito, a prescindere dall’accertamento delle responsabilità per lo scontro.

 

Fonte: https://www.laleggepertutti.it/324416_caduta-passeggero-dalla-moto-risarcimento

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