• Deducibilità degli interessi attivi di mora

    Nessuna norma autorizza una deroga, per gli interessi attivi di mora, ai criteri d’imputazione per competenza fissati dall’art. 75 t.u.i.r. per tutti i componenti positivi e negativi del reddito d’impresa. La Corte di Cassazione respinge il ricorso dell’Agenzia delle Entrate che aveva recuperato a tassazione interessi attivi di mora ritenendoli Continua
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La comunicazione dei dati del conducente

La comunicazione dei dati del conducente2

 

Multe: la contravvenzione non contestata all’automobilista al momento dell’infrazione contiene l’invito a comunicare nome, cognome e dati della patente di chi era alla guida dell’auto.

Da quando esiste la patente a punti esiste anche la comunicazione dei dati del conducente. Di cosa si tratta? Se ti è capitato di ricevere una multa a casa – ad esempio per attraversamento dell’incrocio con il semaforo rosso o per un eccesso di velocità rilevato con l’autovelox o il tutor – saprai che, insieme al verbale con cui ti viene comunicata la norma violata e l’importo da pagare, c’è anche l’invito a fornire alla polizia, entro 60 giorni, i dati della patente di chi era alla guida dell’auto al momento dell’infrazione. Ciò succede tutte le volte in cui alla violazione del Codice della strada è collegata anche la sanzione accessoria della decurtazione dei punti dalla patente. Ebbene, poiché l’identità dell’automobilista che non è stato fermato immediatamente dagli agenti non può essere presunta, il verbale – che vede coobbligato in solido nel pagamento della sanzione principale il proprietario dell’auto – impone a quest’ultimo un obbligo di collaborazione con le autorità: tale collaborazione consiste proprio nella comunicazione dei dati del conducente e ciò al fine di sottrarre solo a quest’ultimo, e non all’intestatario del mezzo, i punti per la violazione del Codice della strada.

In questo articolo ti spiegheremo tutto ciò che c’è da sapere sul tema e come fare la comunicazione dei dati del conducente. L’argomento, su cui è di recente intervenuta la Cassazione, è particolarmente interessante visto che la violazione di tale obbligo comporta l’arrivo di una seconda multa di oltre mille euro. Ma procediamo con ordine.

Indice

1 Comunicazione dei dati del conducente: quando va fatta?
2 Se non comunico i dati della patente cosa rischio?
3 Come si fa la comunicazione dei dati del conducente?
4 Comunicazione dati del conducente: modulo con facsimile
5 La comunicazione va fatta se impugno la multa?
6 Multa arrivata dopo 90 giorni: va fatta la comunicazione?
7 Se alla guida era il proprietario dell’auto bisogna inviare la comunicazione?
8 Chi deve inviare la comunione dei dati dell’effettivo conducente?
9 Se pago, devo fornire i dati dell’effettivo conducente?
10 Cosa può fare il proprietario dell’auto per evitare la sottrazione dei punti?

Comunicazione dei dati del conducente: quando va fatta?

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Che valore ha un verbale della polizia?

Che valore ha un verbale della polizia

 

Multa senza accertamento elettronico (tutor, autovelox) o guida pericolosa: le valutazioni del vigile possono essere scalfite con il semplice ricorso.

Mentre eri a bordo della tua auto, impegnato a superare una macchina davanti a te, sei stato fermato da una volante della polizia appostata su una piazzola di sosta. Gli agenti, dopo averti chiesto i documenti di guida, ti hanno contestato due violazioni del Codice della strada: l’eccesso di velocità e il sorpasso azzardato, fatto in curva e in corrispondenza della striscia continua. A loro avviso, per tali infrazioni ti meriti due distinte multe. Diversa è, invece, la tua ricostruzione dei fatti: il sorpasso è avvenuto all’interno della linea di mezzeria, senza cioè invadere l’opposta corsia di marcia, e quando ancora c’era molto spazio prima della curva; in più l’eccesso di velocità è tutt’altro che dimostrato, non essendo stato utilizzato alcun apparecchio di controllo elettronico come l’autovelox o il telelaser. Ciò nonostante ti viene consegnato il verbale con le due contravvenzioni. Intendi far ricorso ma, prima di rivolgerti a un giudice, ti chiedi se ne valga la pena: che chance di vittoria hai? In giudizio sarà la tua parola contro quella dei poliziotti; per cui è bene sin d’ora chiedersi quale delle due versioni prevarrà? Sarai tu a dover dimostrare che quanto riferito dalle forze dell’ordine non è vero o piuttosto devono essere loro a provare il fondamento delle proprie affermazioni? In termini più spiccioli, tutta la diatriba ruota intorno a un unico quesito: che valore ha un verbale della polizia?

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Cosa succede se la controparte non firma il cid?

Cosa succede se la controparte non firma il cid

 

Che valore ha la constatazione amichevole firmata da una sola parte? Entro quanto tempo l’assicurazione liquida il risarcimento? Il cid vincola le parti?

Purtroppo gli incidenti d’auto sono all’ordine del giorno: gli italiani sono popolo di automobilisti ed è quasi inevitabile che, a causa della fretta, del traffico e della distrazione, si collida contro un’altra vettura. In questi casi, è facile perdere la pazienza e andare in collera, soprattutto se si ha ragione e qualcuno ci è venuto addosso! Ad ogni modo, sia che si abbia ragione, sia che si abbia torto, bisogna comportarsi civilmente, così da evitare ulteriori, spiacevoli conseguenze. In particolare, appurato che nessuno abbia riportato ferite, è bene scambiarsi i dati dei veicoli coinvolti in modo tale da compilare correttamente la constatazione amichevole. Ma cosa succede se la controparte non firma il cid? Come comportarsi nel caso in cui l’altro conducente non ne voglia sapere di apporre la firma sul modulo?

Ebbene, devi sapere che il cid è un documento importante, ma non fondamentale; in altre parole, la pratica del sinistro potrà essere portata avanti e conclusa anche se la constatazione amichevole non è sottoscritta da entrambe le parti. Anzi: il cid potrebbe anche mancare del tutto, ma ciò non impedirà alle imprese assicuratrici delle vetture coinvolte di espletare il proprio lavoro. Se quello che ho detto sinora ti interessa e pensi che possa tornarti utile, allora prosegui nella lettura di questo articolo: vedremo insieme cosa succede se la controparte non firma il cid.

Indice

1 Cid: cos’è?
2 A cosa serve il cid?
3 Che valore ha la constatazione amichevole?
4 A cosa serve il cid firmato da tutte le parti?
5 Che valore ha il cid firmato da una sola parte?
6 Fino a quando si può compilare il cid?
7 Cosa succede se il cid viene esibito direttamente in giudizio?
8 Cosa succede se il cid non viene firmato da nessuno?
9 La constatazione amichevole conviene sempre?

Cid: cos’è?

Cominciamo subito col vedere cos’è il cid. Immagino che tu già sappia che il cid (acronimo che sta per convenzione indennizzo diretto) è il famoso modulo di constatazione amichevole. Questo documento, composto di più fogli caratterizzati dai colori giallo e blu, può essere richiesto alla propria agenzia, che è tenuto a fornirlo gratuitamente. Esistono, poi, le versioni scaricabili direttamente da internet. Il modello contiene tutti i dati necessari ad individuare i veicoli coinvolti, le compagnie assicurative e la dinamica del sinistro.
A cosa serve il cid?

Il modulo di constatazione amichevole non serve solo a “riepilogare” i dati dei soggetti coinvolti nel sinistro: esso, infatti, ha l’importante funzione di accelerare i tempi entro cui si concluderà la procedura risarcitoria. Ma non solo: se firmato da tutte le persone coinvolte nel sinistro, il cid farà piena fede e le compagnie assicurative risarciranno i danni così come da esso risultante, salvo che non dimostrino una dinamica diversa.

Il punto è che, per forza di cose, nessuno può essere costretto a firmare: chi non è d’accordo con la dinamica prospettata dalla controparte si guarderà bene dall’apporre la propria firma. In questo caso, il modello, pur non potendo essere utilizzato contro il soggetto che non l’ha segnato, sarà comunque utile per la ricostruzione dell’accaduto.
Che valore ha la constatazione amichevole?

Abbiamo sinora detto che il modulo di constatazione amichevole è importantissimo per “fotografare” la dinamica del sinistro: in esso, infatti, riporteremo i modelli dei veicoli coinvolti, le targhe, le polizze assicurative, i percorsi che stavano compiendo i conducenti alla guida delle loro auto. Insomma: il cid è strutturato in maniera tale da fornire un quadro completo ed esaustivo della vicenda.

Devi sapere, però, che, contrariamente a quanto si possa pensare, la constatazione amichevole, anche se firmata da tutte le parti coinvolte, non vincola l’assicurazione (né tantomeno il giudice, in un eventuale e futuro contenzioso) a credere che ciò che vi si attesta sia assolutamente vero: le parti, infatti, avrebbero anche potuto mettersi d’accordo per tentare una frode ai danni dell’impresa assicuratrice.

Alla luce di ciò, possiamo quindi dire che il cid fa fede fino a prova contraria, cioè fino a che non si riesca a dimostrare il contrario. Ad esempio, le assicurazioni si affidano ai sistemi gps installati nelle auto per verificare la correttezza della dinamica descritta nel modulo di constatazione amichevole.

Pertanto, sappi che il cid, anche se firmato da tutti i soggetti coinvolti nel sinistro, può essere smentito.
A cosa serve il cid firmato da tutte le parti?

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Alcol alla guida, niente sanzioni penali anche con tasso doppio del limite

Alcol alla guida niente sanzioni penali anche con tasso doppio del limite

 

Non importa se si guida con un tasso alcolemico doppio rispetto a quello massimo consentito: anche in questo caso si può evitare la condanna penale e “cavarsela” con la sospensione della patente e la decurtazione dei punti. A patto che si vada piano e non si mostrino particolari problemi nella guida. Parola della Cassazione, che con la sentenza 12863/2019 depositata oggi dalla Quarta sezione penale ha aggiunto un tassello al mosaico dell’applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto alla guida in stato di ebbrezza.

 

cassazione 8 marzo 2019

Guida in stato di ebbrezza grave, legittimo punirla meno del rifiuto dell’alcoltest

La sentenza richiama i princìpi già fissati dalle Sezioni unite sulla tenuità per decidere sul caso di un anziano automobilista sardo colto mentre guidava con a bordo un passeggero e un tasso alcolemico di 1,03 grammi/litro (il limite è 0,5 e, quando si supera la soglia di 0,8, le sanzioni diventano da amministrative a penali).

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