• Deducibilità degli interessi attivi di mora

    Nessuna norma autorizza una deroga, per gli interessi attivi di mora, ai criteri d’imputazione per competenza fissati dall’art. 75 t.u.i.r. per tutti i componenti positivi e negativi del reddito d’impresa. La Corte di Cassazione respinge il ricorso dell’Agenzia delle Entrate che aveva recuperato a tassazione interessi attivi di mora ritenendoli Continua
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Ricalcolo delle tabelle in condominio? Paga solo chi ha modificato l’immobile

Ricalcolo delle tabelle in condominio Paga solo chi ha modificato limmobile

 

 

Il quesito.Mia moglie è proprietaria di due immobili situati in un vecchio condominio. Molti degli appartamenti siti nello stabile, negli anni, hanno subito diverse ristrutturazioni, con una moltiplicazione delle unità abitative. Le quote millesimali sono state finora sempre ricalcolate dall’amministratore semplicemente basandosi sui dati di superficie del precedente alloggio, e ripartite sulle nuove unità. Sappiamo, però, che ciò non è corretto e l’assemblea è in procinto di deliberare un ricalcolo puntuale da parte di un tecnico qualificato. Chi deve pagare questo ricalcolo: tutti i condòmini, e quindi anche chi non ha mai apportato variazioni al progetto originale, o solo coloro che hanno fatto le modifiche?
G.L. - Imperia

La risposta. L’articolo 69 delle disposizioni di attuazione del Codice civile precisa che «i valori proporzionali delle singole unità immobiliari possono essere rettificati o modificati quando, per le mutate condizioni di una parte dell’edificio, in conseguenza di sopraelevazioni, di incremento di superfici o di incremento o diminuzione delle unità immobiliari, è alterato per più di un quinto il valore proporzionale dell'unità immobiliare anche di un solo condomino. In tal caso il relativo costo è sostenuto da chi ha dato luogo alla variazione».

Dal tenore letterale della norma emerge che il condomino e/o i condòmini che hanno dato luogo alla variazione dovranno sostenere anche il costo delle rettifica e/o modifica delle tabelle millesimali.

 

Fonte: https://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2018-10-05/ricalcolo-tabelle-condominio-paga-solo-chi-ha-modificato-l-immobile--211139.shtml?uuid=AEhADJIG

In piscina il gestore è responsabile della sicurezza

In piscina il gestore è responsabile della sicurezza

 

Le recenti tragedie estive hanno portato a chiedersi di chi siano le reali responsabilità degli incidenti in piscina. Nei confronti degli utilizzatori della piscina il titolare dell'attività, è il garante della sicurezza ed ha l'obbligo di impedire gli eventi lesivi (art. 40, capoverso, del Codice penale, per cui se non adempie a tale obbligo, la sua inerzia equivale a cagionare l'evento). È anche applicabile l'art. 2051 del Codice civile per cui, essendo una cosa in sua custodia, il gestore (e, nel caso delle piscine condominiali, l'amministratore) è responsabile del danno cagionato dalla stessa alla persona , salvo che provi che il danno sia dovuto ad un caso fortuito.

Quindi la gestione della sicurezza della piscina è un'attività assai delicata, come affermato dalla Corte di Cassazione (sentenza 39139/2018) che ha dichiarato inammissibile, con la condanna alla sanzione pecuniaria di euro 2.000 da versare alla cassa delle ammende, il ricorso del gestore di una piscina avverso la sentenza del Tribunale che lo aveva condannato a 900 euro di multa per il reato di lesioni colpose (art. 590 c.p.) nei confronti di un bagnante ed ad una provvisionale di euro 100.000.
Il Tribunale aveva dichiarato la negligenza , imprudenza ed imperizia del gestore per avere adibito una sola persona all'assistenza dei bagnanti, senza segni distintivi e senza adeguata formazione e senza consentirgli di dedicarsi solo ai compiti di assistenza e salvataggio. Pertanto il sorvegliante non poteva soccorrere il bagnante che , incapace di nuotare , rimaneva immerso in una vasca profonda mt. 1,60 per un tempo da 3 a 10 minuti in condizioni di incoscienza e pertanto riportava lesioni gravissime.
La Corte di Cassazione non condivideva gli assunti difensivi che valorizzavano l'eccezionalità dell'evento, la colpa della parte lesa , per essersi immersa a stomaco pieno, e l'applicabilità non dell'atto di intesa tra Stato e Regioni del 92, bensì del D.M. 18.3.1996 . La Corte di Cassazione afferma che l'intesa tra Stato e Regioni , pubblicato sulla G.U. n. 39 del 1995, è stata sostituita dalla Conferenza Stato e Regioni del 16.1.2003 , relativa agli aspetti igienici -sanitari per la costruzione , la manutenzione e la vigilanza delle piscine ad uso natatorio, che al punto 4 stabilisce per il gestore della piscina, i seguenti obblighi :
* l'assistenza ai bagnanti deve essere assicurata durante tutto l'orario di funzionamento della piscina;

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Si può bere un bicchiere di vino prima di guidare

Si può bere un bicchiere di vino prima di guidare

 

In questo articolo parleremo dei rischi legati al consumo di vino prima di mettersi alla guida e dei casi in cui si rischiano sanzioni per guida in stato di ebbrezza.

Ti sarà capitato tante volte. Sei a cena da amici e a tavola viene servito dell’ottimo vino. Ne assaggi un po’ e lo trovi veramente molto gradevole. Hai riempito il bicchiere a metà, e il padrone di casa insiste più volte perché tu ne prenda ancora. Rifiuti ripetutamente, ma la cosa ti costa un certo sacrificio. Non sei una persona che alza il gomito, per carità: ma apprezzi il vino di qualità. Hai addirittura frequentato un corso per imparare a conoscere tutte le varietà e a degustarlo. Il problema è che devi rientrare a casa in macchina: ti chiedi quindi se si può bere un bicchiere di vino prima di guidare. In questo articolo troverai tutte le informazioni utili per non incorrere in sanzioni.

Indice

1 Guida in stato di ebbrezza: che significa?
2 Al volante dopo aver bevuto: quali le possibili sanzioni?
3 Come funziona il test del palloncino?
4 Quanto vino posso bere prima di guidare?

Guida in stato di ebbrezza: che significa?

La guida in stato di ebbrezza è una condizione che può fare incorrere in pesanti sanzioni. La scelta del legislatore italiano, di punire severamente chi si mette al volante dopo aver bevuto più del dovuto, è pienamente giustificata dalla necessità di salvaguardare la sicurezza degli utenti della strada, compreso lo stesso guidatore.

La situazione di chi ha ingerito troppo alcool viene rilevata ai posti di blocco: spesso, infatti, la polizia o i carabinieri sottopongono i guidatori, dopo averli fermati, ad appositi test: precisamente il test del palloncino, l’etilometro o le analisi del sangue.

Da questi ultimi risulta la quantità di alcol ingerita: se supera un certo limite, scatta la sanzione, che varia secondo la gravità della situazione. Vediamo quindi quali sono le sanzioni previste per chi si mette alla guida dopo aver bevuto e come si accerta la quantità di alcool ingerita.
Al volante dopo aver bevuto: quali le possibili sanzioni?

L’infrazione di guida in stato di ebbrezza [1] si verifica quando viene superata una soglia di alcool nel sangue prestabilita dalla legge. Le sanzioni sono commisurate al volume di alcol rilevato: più questo è elevato, più grave è la sanzione.

Una prima ipotesi è quella che la concentrazione di alcol nel sangue sia inferiore a una certa soglia. In questo caso non ci sono problemi per il guidatore.

Le sanzioni, invece,per il caso in cui detta soglia venga superata, sono suddivise in tre scaglioni. Il primo comporta solamente l’applicazione di sanzioni amministrative: si dovrà quindi pagare una certa somma di denaro, ma non si subirà nessun processo e il certificato penale non ne verrà minimamente intaccato Gli altri due scaglioni, invece, comportano delle ipotesi di reato vero e proprio.

Precisamente:

tasso di alcol nel sangue fino a 0,04 grammi per litro (g/l): non è prevista nessuna sanzione;
tasso di alcol nel sangue superiore a 0,5 g/ e non superiore a 0,8 g/l: si applicano delle sanzioni amministrative, consistenti nella la pena pecuniaria da 500 a 2.000 euro e nella sospensione della patente di guida da tre a sei mesi. Si tratta, quindi, di un illecito amministrativo: non vi è nessun reato. Niente processi in tribunale né “macchie” sul certificato penale;
tasso di alcol nel sangue superiore a 0,8 g/l e non superiore a 1,5 g/l: in questo caso si è in presenza di un reato, la cui pena consiste nell’arresto fino a sei mesi, nell’ammenda da 800 a 3.200 euro e nella sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno. L’ammenda è aumentata da un terzo alla metà se il fatto è commesso dopo le ore 22 e fino alle 7 del mattino;
tasso di alcol nel sangue superiore a 1,5%: anche in questo caso si tratta di un reato, ma le sanzioni previste sono più gravi. Esse consistono, infatti, nell’arresto da sei mesi a un anno, nell’ammenda da 1.500 a 6.000 euro e nella sospensione della patente da uno a due anni. Anche in questo caso, l’ammenda è aumentata da un terzo alla metà se il fatto è commesso dopo le ore 22 e fino alle 7 del mattino. Inoltre, se il veicolo appartiene a persona diversa da quella che ha commesso il reato, la durata della sospensione della patente di guida è raddoppiata. Se, entro il biennio successivo al fatto, lo stesso viene ripetuto, si procede alla revoca della patente. A seguito della condanna da parte del giudice, inoltre, si applica la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato, a meno che esso appartenga a persona estranea al reato.

Come funziona il test del palloncino?

Solitamente, la polizia o i carabinieri sottopongono gli automobilisti, ai posti di blocco, al “test del palloncino”, il cui nome tecnico è quello di “pretest” o “precursore”. Esso consiste nel soffiare aria dentro un palloncino, che, a seconda della quantità d’alcool ingerita, assume un colore diverso.

Ecco le situazioni che si possono presentare:

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Multa per chi attraversa i binari

Multa per chi attraversa i binari

 

In questo articolo vedremo in quali casi e secondo quali modalità la legge consente l’attraversamento dei binari e le multe previste in caso di trasgressione.

Ieri ti trovavi in prossimità di un passaggio a livello. A un certo punto, l’apposita barra, che serve ad impedire l’attraversamento all’avvicinarsi di un treno, ha cominciato ad abbassarsi. Il veicolo che si trovava davanti al tuo, con una manovra che ti è sembrata decisamente azzardata, ha bruscamente accelerato ed ha attraversato, quasi sfiorato dalla barra. Dopo un secondo è sopraggiunto il treno, e tu hai temuto che l’automobilista imprudente potesse avere la peggio. Non è stato così, e ti sei soltanto preso un grosso spavento. Ti sei però chiesto quale sia la multa per chi attraversa i binari, perché quel guidatore, secondo te, avrebbe bisogno di una bella lezione. In questo articolo ti spiegherò tutto su questa infrazione.

Indice

1 Multa per chi attraversa i binari
2 Attraversamento dei binari intersecanti una strada
3 Attraversamento di binari presenti nelle stazioni ferroviarie
4 Come ricorrere contro la multa?

Multa per chi attraversa i binari

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