• Deducibilità degli interessi attivi di mora

    Nessuna norma autorizza una deroga, per gli interessi attivi di mora, ai criteri d’imputazione per competenza fissati dall’art. 75 t.u.i.r. per tutti i componenti positivi e negativi del reddito d’impresa. La Corte di Cassazione respinge il ricorso dell’Agenzia delle Entrate che aveva recuperato a tassazione interessi attivi di mora ritenendoli Continua
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Pedone ubriaco investito: di chi è la colpa?

Pedone ubriaco investito di chi è la colpa

 

Concorso di colpa se il pedone ubriaco attraversa di notte una strada provinciale buia e senza guardare a destra e sinistra.

Immagina di percorrere in auto una strada poco illuminata. È sera e d’un tratto, da un cespuglio, sbuca un pedone il quale, senza guardare a destra e a sinistra, attraversa fuori dalle strisce. Non si accorge della tua presenza, né tu riesci ad anticipare la sua imprevedibile condotta. Freni bruscamente ma non tanto per evitare di investirlo. L’uomo cade a terra e si fa male. Quando arriva l’ambulanza, però, si scopre che l’infortunato era palesemente ubriaco. Il che ha concorso a cancellare in lui il normale freno della prudenza. Ti chiedi se questa circostanza possa esimerti da ogni responsabilità e salvarti da una – altrimenti sicura – condanna penale per le lesioni provocate senza colpa. A spiegare cosa succede in questi casi è un’ordinanza della Cassazione pubblicata proprio questa mattina.

La Corte si è occupata di un caso del tutto simile a quello in cui sei appena capitato, tuo malgrado. Dalle parole dei giudici supremi potrai così capire di chi è la colpa per il pedone ubriaco investito e sapere cosa concretamente rischi anche tu.
Pedone investito: di chi è la colpa?

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Si può guidare senza patente se c’è una necessità?

Si può guidare senza patente se cè una necessità

 

Guidare senza aver superato l’esame di guida è un’infrazione al codice della strada, punita con la multa. Tuttavia, in alcuni casi di particolare gravità il conducente non è responsabile per la sua condotta.

La guida senza una patente valida è vietata dal nostro ordinamento, in particolare dal codice della strada, ed è punita con una sanzione pecuniaria. Ci sono tuttavia delle eccezioni, ad esempio il caso in cui il conducente sia stato costretto a prendere l’auto d’urgenza, pur non avendo la patente, per essersi trovato in una situazione di particolare gravità. E’ questo il tuo caso se, ad esempio, stavi scappando da un’aggressione oppure avevi in macchina una persona che stava morendo. Subentra in tuo aiuto una regola generale del nostro ordinamento giuridico, il cosiddetto stato di necessità. Con questa espressione si intende una situazione che è talmente grave da annullare la responsabilità per il fatto commesso. Se, quindi, mentre sei alla guida senza patente o con una patente sospesa vieni fermato dalla polizia stradale che ti contesta l’infrazione, la prima cosa da fare è spiegare immediatamente la situazione in cui ti trovi. In questo caso difficilmente verrai multato. Se i i vigili accertano che stai trasportando una persona in fin di vita, non solo non ti contesteranno l’infrazione, ma ti scorteranno fino in ospedale. Se, invece, la polizia stradale dovesse multarti ugualmente, potrai tentare la strada del ricorso avverso quel provvedimento e richiedere l’annullamento della sanzione. In questo caso per farlo, dovrai rivolgerti al tribunale monocratico. Rispondiamo insieme alla domanda: si può guidare senza patente se c’è necessità? E scopriamo qual è l’iter da seguire perché ti venga riconosciuta questa esimente.

Indice

1 Guidare senza patente: cosa dice la legge?
2 Guidare senza patente senza essere sanzionati
3 Stato di necessità: tutte le condizioni
4 Cosa si intende con danno grave alla persona?
5 Come chiedere l’annullamento della sanzione per stato di necessità

Guidare senza patente: cosa dice la legge?

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Ricalcolo delle tabelle in condominio? Paga solo chi ha modificato l’immobile

Ricalcolo delle tabelle in condominio Paga solo chi ha modificato limmobile

 

 

Il quesito.Mia moglie è proprietaria di due immobili situati in un vecchio condominio. Molti degli appartamenti siti nello stabile, negli anni, hanno subito diverse ristrutturazioni, con una moltiplicazione delle unità abitative. Le quote millesimali sono state finora sempre ricalcolate dall’amministratore semplicemente basandosi sui dati di superficie del precedente alloggio, e ripartite sulle nuove unità. Sappiamo, però, che ciò non è corretto e l’assemblea è in procinto di deliberare un ricalcolo puntuale da parte di un tecnico qualificato. Chi deve pagare questo ricalcolo: tutti i condòmini, e quindi anche chi non ha mai apportato variazioni al progetto originale, o solo coloro che hanno fatto le modifiche?
G.L. - Imperia

La risposta. L’articolo 69 delle disposizioni di attuazione del Codice civile precisa che «i valori proporzionali delle singole unità immobiliari possono essere rettificati o modificati quando, per le mutate condizioni di una parte dell’edificio, in conseguenza di sopraelevazioni, di incremento di superfici o di incremento o diminuzione delle unità immobiliari, è alterato per più di un quinto il valore proporzionale dell'unità immobiliare anche di un solo condomino. In tal caso il relativo costo è sostenuto da chi ha dato luogo alla variazione».

Dal tenore letterale della norma emerge che il condomino e/o i condòmini che hanno dato luogo alla variazione dovranno sostenere anche il costo delle rettifica e/o modifica delle tabelle millesimali.

 

Fonte: https://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2018-10-05/ricalcolo-tabelle-condominio-paga-solo-chi-ha-modificato-l-immobile--211139.shtml?uuid=AEhADJIG

In piscina il gestore è responsabile della sicurezza

In piscina il gestore è responsabile della sicurezza

 

Le recenti tragedie estive hanno portato a chiedersi di chi siano le reali responsabilità degli incidenti in piscina. Nei confronti degli utilizzatori della piscina il titolare dell'attività, è il garante della sicurezza ed ha l'obbligo di impedire gli eventi lesivi (art. 40, capoverso, del Codice penale, per cui se non adempie a tale obbligo, la sua inerzia equivale a cagionare l'evento). È anche applicabile l'art. 2051 del Codice civile per cui, essendo una cosa in sua custodia, il gestore (e, nel caso delle piscine condominiali, l'amministratore) è responsabile del danno cagionato dalla stessa alla persona , salvo che provi che il danno sia dovuto ad un caso fortuito.

Quindi la gestione della sicurezza della piscina è un'attività assai delicata, come affermato dalla Corte di Cassazione (sentenza 39139/2018) che ha dichiarato inammissibile, con la condanna alla sanzione pecuniaria di euro 2.000 da versare alla cassa delle ammende, il ricorso del gestore di una piscina avverso la sentenza del Tribunale che lo aveva condannato a 900 euro di multa per il reato di lesioni colpose (art. 590 c.p.) nei confronti di un bagnante ed ad una provvisionale di euro 100.000.
Il Tribunale aveva dichiarato la negligenza , imprudenza ed imperizia del gestore per avere adibito una sola persona all'assistenza dei bagnanti, senza segni distintivi e senza adeguata formazione e senza consentirgli di dedicarsi solo ai compiti di assistenza e salvataggio. Pertanto il sorvegliante non poteva soccorrere il bagnante che , incapace di nuotare , rimaneva immerso in una vasca profonda mt. 1,60 per un tempo da 3 a 10 minuti in condizioni di incoscienza e pertanto riportava lesioni gravissime.
La Corte di Cassazione non condivideva gli assunti difensivi che valorizzavano l'eccezionalità dell'evento, la colpa della parte lesa , per essersi immersa a stomaco pieno, e l'applicabilità non dell'atto di intesa tra Stato e Regioni del 92, bensì del D.M. 18.3.1996 . La Corte di Cassazione afferma che l'intesa tra Stato e Regioni , pubblicato sulla G.U. n. 39 del 1995, è stata sostituita dalla Conferenza Stato e Regioni del 16.1.2003 , relativa agli aspetti igienici -sanitari per la costruzione , la manutenzione e la vigilanza delle piscine ad uso natatorio, che al punto 4 stabilisce per il gestore della piscina, i seguenti obblighi :
* l'assistenza ai bagnanti deve essere assicurata durante tutto l'orario di funzionamento della piscina;

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