• Deducibilità degli interessi attivi di mora

    Nessuna norma autorizza una deroga, per gli interessi attivi di mora, ai criteri d’imputazione per competenza fissati dall’art. 75 t.u.i.r. per tutti i componenti positivi e negativi del reddito d’impresa. La Corte di Cassazione respinge il ricorso dell’Agenzia delle Entrate che aveva recuperato a tassazione interessi attivi di mora ritenendoli Continua
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Lasciare il cane chiuso in auto può essere sanzionato con una multa?

Lasciare il cane chiuso in auto può essere sanzionato con una multa

 

E’ consentito lasciare il cane da solo chiuso in macchina anche se per pochi minuti? La legge pone divieti al riguardo? Si rischia e cosa a farlo?

Si dice che il cane sia il migliore amico dell’uomo. Ma l’uomo è il migliore amico del cane? Lo penseresti se vedessi un cane lasciato solo in un’auto parcheggiata? Ti è mai capitato di essere tu a lasciare il tuo cane in auto anche se per poco, giusto il tempo di sbrigare velocemente una commissione? La questione non è solo morale, non riguarda solo il grado di sensibilità che possiamo avere verso gli animali in generale e il loro benessere, ma piuttosto può avere anche risvolti di natura giuridica. Sebbene, infatti, gli animali non siano ancora considerati soggetti giuridici, il nostro ordinamento tuttavia contiene norme che li tutelano e puniscono le condotte ad esse contrarie. Norme, che soprattutto negli ultimi anni, sono divenute sempre più incisive e sempre più estesa ne è stata anche la applicazione giurisprudenziale. Ha fatto notizia, ad esempio, una recente sentenza della Corte di Cassazione che, condividendo quanto sostenuto da diversi anni da una parte della comunità scientifica, ha ritenuto che anche i crostacei (nella specie, si trattava di aragoste) sono esseri senzienti capaci di provare dolore e ha sanzionato quindi un ristoratore che li deteneva in condizioni produttive di grandi sofferenze [1]. E’ il caso che tu legga questo articolo se lo hai già fatto o stai per farlo o ti stai semplicemente chiedendo: lasciare il cane chiuso in auto può essere sanzionato con una multa?.

Indice

1 Gli animali sono cose?
2 Che cosa sono i diritti degli animali?
3 Le sanzioni amministrative
4 Le sanzioni penali

Gli animali sono cose?

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Spioncino digitale: è legale la telecamera nella porta di casa?

Spioncino digitale è legale la telecamera nella porta di casa

 

Chi vuole riprendere con una telecamera parti del condominio può farlo solo entro i limiti dati dall’occhio umano e sempre nel rispetto della privacy.

Inserire nella propria porta di casa uno spioncino digitale collegato a una telecamera è lecito e non richiede né autorizzazioni, né cartelli di segnalazione. Tuttavia la tecnologia è in grado di fare molto più di quello che il nostro corpo, in questo caso il nostro occhio, può permettersi. Per questa ragione devono essere tenuti in considerazione alcuni limiti all’istallazione di questi apparati di ripresa. Vediamo allora di cosa si tratta e quali sono le condizioni che permettono di collegare apparecchi di controllo digitale alle nostre abitazioni.

Indice

1 Lo spioncino digitale
2 Perché utilizzando una telecamera si lederebbe la privacy?
3 In conclusione

Lo spioncino digitale

Quando bussano alla porta abbiamo quattro possibilità: aprire senza problemi a chiunque ci troveremo davanti; non aprire e far finta di nulla; chiedere “chi è” tramite un citofono o attraverso la porta stessa; osservare dallo spioncino e decidere se aprire o meno.

Nell’ultimo caso è bene precisare che lo spioncino classico è una piccola fessura posta sulla porta, che ci permette di osservare chi si trovi all’esterno senza che questi possa sapere che lo stiamo guardando. Ma la tecnologia ha fatto passi da gigante e oggi permette di osservare non solo attraverso la porta di ingresso, ma anche attraverso il portone del nostro palazzo, stando comodamente all’interno del nostro appartamento posto, magari, al sesto piano. Si tratta di strumenti molto sofisticati che utilizzano un sistema di monitor e telecamere che possono essere sempre attive o accendersi solo all’occorrenza (quando lo desideriamo o quando qualcuno decide di bussare al nostro campanello).

Questi strumenti sono diventati molto diffusi, soprattutto per le comodità che forniscono e per la possibilità di collegarli anche ai nostri smartphone e sapere chi ci ha cercato mentre eravamo fuori casa. Non è, poi, difficile immaginare un utilizzo per motivi di sicurezza personale e di controllo di ciò che accade all’esterno.

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Gancio cintura di sicurezza per bloccare l’allarme: è legale?

Gancio cintura di sicurezza per bloccare lallarme è legale

 

Zitto gancio: è legale vendere e acquistare i sistemi che impediscono al sistema di allarme dell’automobile di suonare quando non viene allacciata la cintura di sicurezza?

Quasi tutte le automobili hanno ormai un sistema elettrico che, con un’allarme acustico martellante, avvisa il conducente dell’omesso utilizzo delle cinture di sicurezza a marcia ormai iniziata. Il funzionamento è facile: un sensore all’interno della fessura ove va inserito il gancio metallico della cintura si accorge se questa è correttamente allacciata o meno. In questo modo, smemorati e pigri sono costretti ad osservare il codice della strada. Il sistema è stato ideato più per tutelare la sicurezza degli automobilisti che non il loro portafogli dalle multe. Del resto le statistiche parlano chiaro: chi non si assicura alle cinture ha più del doppio delle possibilità di morire rispetto a chi invece le porta. Se la velocità è superiore a 90 km/h, la probabilità di perdere la vita sale addirittura a dieci volte. Eppure, nonostante ciò, esiste ancora chi ricorre a sistemi alternativi pur di non adempiere all’obbligo di legge e, nello stesso tempo, non lasciarsi stonare le orecchie. Si tratta di ganci sfusi che si inseriscono nelle fessure accanto ai sedili. In questo modo, si inganna l’impianto elettrico. Di fatto l’automobilista rimane senza cinture di sicurezza allacciate, ma l’allarme non suona. Ma è legale il gancio della cintura di sicurezza per bloccare l’allarme?

Un tempo i ganci metallici erano smerciati dai venditori ambulanti solo ai caselli e ai semafori. Si trattava, il più delle volte, di oggetti di seconda mano, recuperati dallo sfasciacarrozze o da mezzi in disuso. Oggi però è possibile trovarli anche presso i negozi di elettrodomestici ed articoli elettronici.

L’aver inizialmente conosciuto i ganci solo al “contrabbando” ha portato a pensare che la loro vendita sia illegale; il rivederli invece nei centri commerciali può lasciare sorpresi. Cosa stabilisce la legge?

La cintura di sicurezza è sempre obbligatoria. Chi viola la norma del codice della strada subisce una multa da 80 a 323 euro. Sono però previste delle esenzioni.

La prima di queste è per le donne in gravidanza: è necessario che il ginecologo che ha in cura la futura mamma attesti la pericolosità dell’utilizzo della cintura per il bambino. A conti fatti, però, gli studi hanno dimostrato che proprio l’uso della cintura può risultare vitale sia per la mamma che per il futuro neonato.

Altri casi di esenzione possono essere attestati dal medico di una struttura sanitaria pubblica. È necessario pertanto il certificato del medico dell’Asl nel quale deve essere indicata la durata di validità e, per motivi di privacy, può anche essere non indicato il motivo.

Chiaramente, il computer di bordo dell’auto non è in grado di sapere se il conducente o un passeggero è in possesso della giustificazione medica che gli consente di non allacciare le cinture; per cui l’allarme inizierà a suonare lo stesso. In tali circostanze, cosa si può fare?

Nulla vieta di chiedere a un elettrauto di fiducia di disattivare il segnale acustico predisposto dalla casa automobilistica.

Allo stesso modo non esiste alcuna norma di legge che vieti di vendere i ganci sfusi, senza cioè le cinture di sicurezza. Se non è illegale la vendita del “gancio cintura di sicurezza” può essere illegale solo l’uso che di esso si fa. Il che significa che, se anche il poliziotto, nel corso di un controllo, dovesse rilevare la presenza dell’oggetto metallico, non potrebbe multare il conducente in possesso di idonea certificazione medica (secondo le caratteristiche prima anticipate). Né potrebbe multarlo qualora dovesse vedere il gancio attaccato in corrispondenza di un posto ove non è seduto alcun passeggero.

Questo significa che il gancio cintura di sicurezza può essere legalmente usato quando ci sono i casi di esenzione previsti dalla legge. Ed è per questo che è anche lecito vendere tale oggetto. Che pertanto non va considerato un prodotto da nascondere.

 

Fonte: https://www.laleggepertutti.it/248482_gancio-cintura-di-sicurezza-per-bloccare-lallarme-e-legale

Malato in auto: si può passare col rosso?

Malato in auto si può passare col rosso

 

Si può contestare la multa nel caso di violazione del codice della strada commessa in uno stato di necessità?

 

Immagina di trovarti in una situazione di emergenza e di dover scappare in ospedale. Potrebbe essere semplicemente il fatto che tua moglie ha le doglie e sta per partorire o che tuo figlio si è tagliato il dito col coltello del pane e sta perdendo molto sangue. Purtroppo esistono anche ipotesi più gravi: una tachicardia con sospetto infarto o il timore di una ischemia. Insomma, purtroppo chi corre verso l’ospedale non lo fa quasi mai per piacere. Ovvio che, in questi casi, il rispetto del codice della strada viene messo in secondo piano. Ed è allora facile violare le regole: sorpassare nonostante la striscia continua, non dare la precedenza agli incroci, superare i limiti di velocità, attraversare le strisce nonostante ci siano pedoni già oltre il marciapiedi e, non infine, fregarsene dei semafori. Proprio quest’ultima è l’infrazione più commessa e anche la più facilmente contestabile visto che, specie nelle grandi città, in prossimità del rosso c’è sempre una telecamera pronta a scattare la foto. Ebbene, in questi casi che succede all’eventuale multa? Può essere contestata? Se anche tu, in passato, ti sei già chiesto se, con un malato in auto, si può passare col rosso, si possono superare i limiti di velocità, si può guidare contromano, si può circolare nonostante lo stop ecologico, o comunque se è possibile violare il codice della strada, ecco la risposta che fa al caso tuo.   

 

Multa per stato di necessità

Se non sei un avvocato potresti non sapere che esiste una norma nel codice penale in base alla quale non può essere punito chi commette un reato se costretto da uno stato di necessità. Si chiama «causa di giustificazione»: giustifica cioè la commissione di un illecito. Questo non vuol dire che il reato non è più reato, ma che al reato non consegue la pena. Pensa al caso di chi, ad esempio, uccide un cane che sta strappando a morsi la gamba al proprio figlio; l’uccisione dell’animale, che è un reato, non viene punita in quanto costretta da una necessità impellente.

 
Ebbene, questa regola non vale solo per il codice penale ma anche per il codice della strada. Dunque, non può essere multato chi commette un’infrazione in uno stato di necessità.
 

In teoria questo significa che chi passa col rosso in una situazione di urgenza e poi riceve una multa, può fare ricorso al giudice di pace e farsela annullare a condizione che, nel giudizio, riesca a dimostrare la causa di necessità. Dover portare un malato in ospedale è, in astratto, uno stato di necessità. Ma a determinate condizioni. Eccole qui di seguito elencate.

Corsa in ospedale per portare un malato: quando si può violare il codice della strada

Immagina che il vigile ti fermi perché sei passato col rosso. Per salvarti dalla multa gli dici che stai correndo in ospedale dove c’è un tuo familiare che ti ha chiesto di andare da lui. Effettivamente hai un parente ricoverato, ma non è a rischio di vita e la tua presenza lì accanto non è risolutiva. La scusa che hai usato non ti salverà quindi dalla multa.

Immagina invece di dire al vigile che stai scappando al pronto soccorso perché hai sentito il cuore che ti batteva all’improvviso e, spaventato, hai temuto un possibile infarto. Vieni sottoposto ad elettrocardiogramma che però non rivela alcun problema: solo uno spavento. La multa in questo caso è ugualmente valida se riesci a dimostrare di aver detto la verità, a prescindere poi dal fatto che i tuoi sospetti si siano rivelati fondati o meno.

 

Affinché si possa parlare di un effettivo stato di necessità sono quindi necessari tre elementi: la situazione deve essere imprevedibile, urgente e grave. In pratica:

  • imprevedibilità significa che l’evento non poteva essere previsto in anticipo, tanto da consentire all’automobilista di mettersi, per tempo, al volante senza dover violare le norme della strada. Ad esempio, una telefonata improvvisa di un parente che rischia la vita e che costringe a una “corsa contro il tempo” è una valida giustificazione. Non vale però la scusa di avere un familiare ricoverato in ospedale già da un giorno, in quanto l’evento si è ormai consumato ed è entrato nella sfera di conoscibilità dell’automobilista da tempo;
  • urgenza significa che se l’automobilista non accorre ne deriverà un danno grave. Potrebbe essere il caso del padre che, se arriva tardi, non assiste alla nascita del figlio, ma non è il caso di chi corre perché la madre è già morta da poco: l’evento, per quanto triste, si è già consumato. E non è neanche il caso di chi può contare su altre persone, più vicine al luogo ove si sta recando, che lo possano sostituire. C’è urgenza se il malato è dentro l’auto e necessita di cure immediate; non è però tale il caso di chi si è fratturato la gamba che ben potrebbe restare in tale condizione anche 15 minuti in più senza subire un grave pregiudizio. In ogni caso prevale l’aspetto soggettivo dell’urgenza e non quello oggettivo, ossia come l’urgenza è percepita dal conducente: ad esempio, se l’automobilista avverte fibrillazioni al cuore e, temendo un infarto, fa una volata in pronto soccorso, mentre si tratta di una semplice aritmia senza conseguenze, egli è comunque scusato;
  • gravità dell’urgenza: sempre per tornare all’esempio della macchina che corre in ospedale, una ferita a un dito che richiede qualche punto di sutura non è considerabile un’urgenza, al contrario, invece, di una ferita sulla testa.
 

Come farsi annullare la multa per stato di necessità

Quando si fa una causa e si assume di avere dei diritti si devono dare le prove. Di solito la prova viene fornita con i testimoni; ma in questo caso dovrà essere per forza documentale. Non è la legge a richiederlo, ma la logica. Difatti, se ti stai recando in ospedale, il pronto soccorso è tenuto a consegnarti un foglio di accettazione e uno di dimissioni. Questo sì, è obbligatorio per legge. Tale documento è quindi la prova cardine che dimostrerà sia la destinazione della tua corsa, sia la relativa ragione.

Per farsi annullare la multa bisogna fare un ricorso al giudice di pace entro 30 giorni dal ricevimento del verbale.

 

Fonte: https://www.laleggepertutti.it/247406_malato-in-auto-si-puo-passare-col-rosso

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