• Deducibilità degli interessi attivi di mora

    Nessuna norma autorizza una deroga, per gli interessi attivi di mora, ai criteri d’imputazione per competenza fissati dall’art. 75 t.u.i.r. per tutti i componenti positivi e negativi del reddito d’impresa. La Corte di Cassazione respinge il ricorso dell’Agenzia delle Entrate che aveva recuperato a tassazione interessi attivi di mora ritenendoli Continua
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Incidente auto per andare al lavoro: c’è risarcimento?

Incidente auto per andare al lavoro cè risarcimento

 

Escluso l’infortunio in itinere se l’infortunato non prova che l’auto è l’unico mezzo per andare al lavoro.

Per andare al lavoro hai preso, come tutti i giorni, la tua macchina. Sei uscito presto di casa, hai imboccato la solita strada, hai trovato traffico e, come al solito, ti sei incolonnato. Senonché, un’altra auto proveniente da sinistra, senza darti la dovuta precedenza, si è scontrata contro il tuo cofano. Il danno non è da poco: l’urto non ha rotto solo la carrozzeria ma anche alcune componenti elettroniche e meccaniche vicine al motore che andranno ora sostituite. Anche tu non ne sei uscito illeso: il contraccolpo ti ha causato una distorsione del rachide cervicale e ora dovrai portare il collare per almeno dieci giorni. Per il momento hai preso qualche giorno di malattia dal lavoro che ti saranno retribuiti regolarmente. Mediti però di chiedere l’ulteriore indennizzo all’Inail come infortunio sul lavoro. Sai infatti che, tanto per i dipendenti pubblici quanto per quelli privati, la legge considera il tempo necessario a percorrere il tragitto che va da casa in azienda (e viceversa) come normale orario lavorativo. È quello che si definisce infortunio in itinere. Ti è stato però detto che questa regola vale solo per chi prende i mezzi pubblici come l’autobus, la metro, il tram. È davvero così? In caso di incidente in auto per andare al lavoro c’è il risarcimento? Ad occuparsi di questo particolare aspetto è stata di recente la Cassazione [1]. Ecco cosa ha detto la Corte in questa occasione.

Indice

1 Cos’è l’infortunio sul lavoro
2 Infortunio in itinere per incidente stradale
3 Infortunio in itinere con l’auto personale: quando c’è risarcimento
4 Cosa fare in caso di infortunio in itinere?

Cos’è l’infortunio sul lavoro

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Sosta sul marciapiede: sanzione

Sosta sul marciapiede sanzione

 

 

In questo articolo vedremo qual è la sanzione alla quale si va incontro in caso di sosta sul marciapiede.

Ti è capitato tante volte di cercare disperatamente un parcheggio. A un certo punto, hai individuato un posto nel quale la tua auto non entrava per pochi centimetri. Se avessi posizionato una parte di essa sul marciapiede, saresti riuscito a lasciarla in quello spazio angusto eppure in quel momento prezioso. Sei stato tentato di farlo, data la penuria di posti. Poi hai rinunciato non sapendo qual è la sanzione prevista in caso di sosta sul marciapiede. Ti sei accontentato di un posto più distante rispetto alle tue esigenze. Sai che ti dico? Hai fatto bene. In questo articolo ti spiego il motivo. Se decidi di parcheggiare la tua automobile, o qualsiasi altro veicolo, sul marciapiede, lo fai a tuo rischio e pericolo. Infatti, il marciapiede è riservato, per espressa disposizione di legge, al transito dei pedoni. Le sanzioni previste dal Codice della Strada a carico dei contravventori sono severe e comportano non soltanto il pagamento di una multa, ma anche la decurtazione di punti dalla patente. Ma per comprendere appieno l’argomento sosta sul marciapiede: sanzione, occorre iniziare dalla definizione di marciapiede.

Indice

1 Cosa è il marciapiede?
2 Quali sanzioni per chi parcheggia sul marciapiede?
3 Chi può fare la multa?
4 Cosa fare in caso di multa?

Cosa è il marciapiede?

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Il risarcimento entra in comunione?

Il risarcimento entra in comunione

 

Marito e moglie in comunione legale dei beni: le somme ricevute a titolo di risarcimento del danno contrattuale o extracontrattuale vanno divise?

Hai subito un grave incidente stradale e ora l’assicurazione ti sta per liquidare il risarcimento. Oppure hai contestato a un commercialista un grave errore commesso nella dichiarazione dei redditi e ora avete concordato un indennizzo per evitare una causa di responsabilità professionale. O ancora hai subito delle offese in pubblico da una persona che, per farti ritirare la querela, sta per corrisponderti una cospicua somma di denaro. In tutti questi casi, ti chiedi se l’importo che riceverai sul conto corrente entrerà in comunione con il tuo coniuge. Sei sposata da diversi anni e all’epoca avete optato per il regime di «comunione dei beni». Ora però non vorresti dover dividere questi soldi con lui che ha già un suo reddito. Peraltro, poiché non tira un’aria serena, temi che, in caso di separazione, tu sia costretta a rinunciare a metà della cifra. Del resto, se tuo è stato il danno e la sofferenza subìta, anche tuoi devono essere i soldi. Così ti chiedi se il risarcimento entra in comunione. Cosa prevede a riguardo la legge?

La risposta a questa domanda è identica tanto nel caso in cui la somma venga versata prima del matrimonio, tanto nell’ipotesi in cui il bonifico avvenga dopo le nozze.

È il codice civile [1] a stabilire se il risarcimento entra in comunione. La disciplina è molto semplice e te ne daremo contezza nel seguente articolo.

Indice

1 Se ricevo un risarcimento devo dividerlo con il coniuge?
2 Risarcimento del danno extracontrattuale: entra in comunione?
3 Risarcimento del danno contrattuale: entra in comunione?
4 Risarcimento: si pagano le tasse?
5 Risarcimento e coppia in comunione: la testimonianza

Se ricevo un risarcimento devo dividerlo con il coniuge?

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Risarcimento incidente: è maggiore per chi pratica sport?

Risarcimento incidente è maggiore per chi pratica sport

 

Subire un incidente è più di un trauma: oltre al dolore patito potrebbe capitare di vedersi impedite per sempre tutte quelle attività che si svolgevano nel quotidiano, comprese le discipline sportive.

Il tempo libero, oggi, trova riscontro positivo all’interno della Costituzione [1] perché ognuno di noi ha il diritto di svolgere tutte quelle attività che, in un modo o nell’altro, ci appagano. C’è chi si dedica al ballo, chi allo sport a livello agonistico e chi preferisce passeggiare nel mezzo della natura alla scoperta di paesaggi incontaminati. Molte persone fanno delle attività ricreative un vero e proprio lavoro: si pensi agli atleti che partecipano alle competizioni, a chi organizza escursioni di gruppo, alle guide alpine e agli insegnanti di nuoto.
Che sia per lavoro o per svago, gli hobby, le attività ricreative e gli interessi personali meritano tutela da parte della legge e, come tali, possono essere valutati per la richiesta di risarcimento danni. Un ballerino che non può più ballare a causa di un infortunio perde un qualcosa che appartiene alla sua vita così come un corridore che non può partecipare ad una maratona, o un nuotatore che non potrà toccare piscina.
Per l’ordinamento giuridico tutto questo ha un nome: “perdita di chance”, ed il giudice può riconoscere danni patrimoniali, biologici ed esistenziali con risarcimenti anche a più zeri. Ciascuna situazione è un caso a parte da valutare singolarmente, ma ci si chiede in merito al risarcimento per incidente: in questo caso è maggiore per chi pratica sport?

Indice

1 Che cos’è il risarcimento per perdita di chance
2 Come fa il giudice a valutare la perdita di chance
3 Cosa si intende per danno biologico, danno esistenziale e danno non patrimoniale
4 Quali sono le leggi che regolano il risarcimento per incidente

Che cos’è il risarcimento per perdita di chance

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