• Deducibilità degli interessi attivi di mora

    Nessuna norma autorizza una deroga, per gli interessi attivi di mora, ai criteri d’imputazione per competenza fissati dall’art. 75 t.u.i.r. per tutti i componenti positivi e negativi del reddito d’impresa. La Corte di Cassazione respinge il ricorso dell’Agenzia delle Entrate che aveva recuperato a tassazione interessi attivi di mora ritenendoli Continua
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Il condomino può prendere il sole sulla terrazza?

Il condomino può prendere il sole sulla terrazza

 

Lastrico solare: l’uso per posizionare lettini e piante da parte dei condomini non deve confliggere con la destinazione e deve consentire il pari uso da parte di tutti.

Il tuo palazzo è dotato di una copertura che costituisce un piano calpestabile e praticabile da parte di tutti i condomini. Lo chiamate tutti “terrazza” ma l’amministratore, più tecnicamente, lo definisce “lastrico solare”. Al di là del nome, ora è in gioco il suo corretto utilizzo. Alcuni condomini – in particolare quelli che vivono agli ultimi piani – hanno riempito questo spazio di lettini prendisole e di piante. È diventato una specie di solarium privato: imbarazzante, in tali condizioni, accedervi anche solo per fumare una sigaretta. Come sempre succede, la maggioranza ha la meglio e quando la terrazza è occupata da chi si rilassa per prendere il sole, chi invece vorrebbe usarla per stendere i panni viene guardato male e costretto a retrocedere. La questione viene portata all’attenzione dell’assemblea che, per non inimicarsi nessuno, preferisce non prendere posizione a lasciare tutto al buon senso delle persone. Ma la lite è ormai innescata e, per non finire in tribunale, c’è bisogno che qualcuno ti chiarisca se il condominio può prendere il sole sulla terrazza. Ecco, il chiarimento arriva da una sentenza del tribunale di Roma di un paio di mesi fa [1]. Il giudice della capitale ha chiarito se si possono posizionare piante e lettini sul lastrico solare di proprietà del condominio (quello cioè “comune”, visto che ne esistono alcuni di proprietà esclusiva del condomino dell’ultimo piano).

Qui di seguito ti forniremo dunque tutti i ragguagli necessari a comprendere qual è l’uso corretto della terrazza, quando è possibile occuparla con oggetti personali e quanto spazio il singolo può occupare senza ledere i diritti degli altri.

Ma procediamo con ordine e iniziamo proprio dal quesito di partenza: il condomino può prendere il sole sulla terrazza?

Indice

1 Cosa si può fare sulla terrazza condominiale?
2 Sulla terrazza si possono posare lettini e prendere il sole?
3 Piante e fiori sulla terrazza: si può?

Cosa si può fare sulla terrazza condominiale?

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Autovelox, è legittima la rilevazione su corsia opposta al senso di marcia?

Autovelox è legittima la rilevazione su corsia opposta al senso di marcia

 

La Corte di Cassazione torna su un tema sempre caro agli automobilisti (ossia a quasi tutti): quello della legittima installazione di autovelox.

Con la con sentenza n. 23726 depositata il 1° ottobre 2018, la Suprema Corte ha affrontato la questione della legittimità dell'operato di un Comune che aveva posizionato l'autovelox sul lato opposto della carreggiata rispetto a quello per il quale era stata emanata l'autorizzazione prefettizia all'installazione di cui all'art. 4 del d.l. 121/2002 e smi.

I giudici di legittimità hanno effettuato un'ampia ricostruzione delle disposizioni normative vigenti in tema di autovelox, sottolineando come da tale disciplina emergano una serie di oneri che l'amministrazione deve adempiere per poter correttamente installare l'apparecchiatura.

In particolare, il Collegio ha evidenziato come esigenze di vario tipo - non ultima quella al compimento in sicurezza delle rilevazioni di velocità dei veicoli - portino alla necessità che il Comune segnali in modo chiaro la possibile presenza degli autovelox.

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Ludoteca: se un bambino si fa male spetta il risarcimento?

Ludoteca se un bambino si fa male spetta il risarcimento

 

Il titolare della ludoteca deve risarcire i danni ai genitori del bambino che si fa male in uno dei giochi gonfiabili all’interno dell’area?

Sono sempre più numerose le ludoteche, paradiso dei bambini e anche dei genitori che, così, hanno la possibilità di far giocare i propri figli e, nel frattempo, rilassarsi un po’. Di solito costituite da gonfiabili, tappetini elastici, piscine di palline di plastica, cavallucci a dondolo, scivoli, le ludoteche sono attrezzate per garantire la massima sicurezza anche ai più piccoli, dimodoché non si facciano male. Inoltre c’è l’obbligo dell’assicurazione che copre il rischio di eventuali infortuni. Ma se un bambino si fa male spetta il risarcimento? E a chi chiederlo? La questione è stata di recente affrontata dalla giurisprudenza e in particolare dal tribunale di Perugia [1] e dalla Corte di Appello di Salerno [2]. Vediamo cosa è stato detto in queste occasioni e chi paga i danni quando un bambino si fa male in un parco giochi con gonfiabili, scivoli, piscine di palline colorate, ecc.

Il titolare della ludoteca non è tenuto a sorvegliare i bambini

Secondo il giudice umbro, se un bambino cade o comunque si fa male in una ludoteca il relativo titolare non è responsabile; il gestore di tale spazio ricreativo non è considerato alla pari di un insegnante dell’asilo o della scuola e non ha, quindi, l’obbligo di sorvegliare i bambini che utilizzano gli spazi attrezzati. Risultato: i genitori non hanno diritto a ottenere il risarcimento per l’infortunio in ludoteca. L’unico caso in cui il titolare della ludoteca è responsabile è quando l’impianto è difettoso. Tanto per fare un esempio non spetta il risarcimento quando:

il bambino, con un salto, cade dal tappetino elastico regolamentare;
il bambino si pizzica un dito sotto un cavalluccio a dondolo;
il bambino viene spinto a terra da un altro bambino;
il bambino cade dallo scivolo di un gonfiabile.

Al contrario spetta il risarcimento se:

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Incidente domestico durante i lavori in casa: risarcimento

Incidente domestico durante i lavori in casa risarcimento

 

Lavori in casa, ristrutturazione, manutenzione, pitturazione: se un operaio si fa male chi paga i danni? Le ipotesi di responsabilità penale del committente per le lesioni colpose e il risarcimento del danno.

Chi affida dei lavori in casa, anche di modesta entità, a una ditta edile corre il rischio di dover pagare i danni agli operai che si fanno male. Non sempre, ma di sicuro quando non ha adottato alcune cautele minime richieste dalla legge e dalla giurisprudenza della Cassazione. Proprio quest’ultima si è di recente espressa su un caso di incidente domestico durante i lavori in casa, con risarcimento a carico del proprietario dell’immobile. La sentenza [1], di qualche giorno fa, ci offre l’occasione per chiarire quali sono gli obblighi del committente (colui cioè che delega le opere edili all’interno della sua proprietà) per esonerarsi da qualsiasi colpa nel caso si verifichi un infortunio. E si badi: la responsabilità non è limitata solo ai lavori di grande portata (i cosiddetti cantieri) ma anche alle normali ristrutturazioni e pitturazioni. La casistica conosce numerosi esempi tratti dalla vita quotidiana. Immagina un operaio che cade da una scala mentre sta montando un soppalco in cartongesso o sta dando una passata di intonaco ad una parete rovinata; o quello che prende la corrente e resta fulminato mentre aggiusta un filo della luce o ripara lo scaldabagno. Inutile dire: «Io non c’ero e non c’entro nulla» perché il padrone di casa ha una duplice responsabilità: la prima – di tipo oggettivo – come custode dei beni che si trovano all’interno del proprio immobile; la seconda come committente delle opere per gli infortuni sul lavoro.

Peraltro, nel caso di infortunio durante i lavori in casa, la responsabilità non è solo di tipo penale, per le lesioni colpose provocate al tecnico o al suo operaio, ma anche di tipo civile ossia legata al risarcimento. Risarcimento che, anche per un semplice arto rotto, può ammontare a diverse migliaia di euro: quel tanto che basta per vedersi pignorare l’appartamento.

Ecco perché è bene conoscere qual è l’indirizzo della Cassazione che segna i limiti della responsabilità del proprietario e del relativo indennizzo per l’incidente domestico durante i lavori in casa.
Lavori in casa: chi risponde degli infortuni sul lavoro?

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