• Deducibilità degli interessi attivi di mora

    Nessuna norma autorizza una deroga, per gli interessi attivi di mora, ai criteri d’imputazione per competenza fissati dall’art. 75 t.u.i.r. per tutti i componenti positivi e negativi del reddito d’impresa. La Corte di Cassazione respinge il ricorso dell’Agenzia delle Entrate che aveva recuperato a tassazione interessi attivi di mora ritenendoli Continua
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Guida col cellulare in mano: arrivano le multe automatiche

Guida col cellulare in mano arrivano le multe automatiche

 

Inasprimento delle sanzioni per chi guida distratto; maggiori tutele per le biciclette e nelle strade vicino alle scuole.

Sarà molto più facile multare chi guida con un cellulare in mano: stanno infatti per partire i nuovi controlli automatici tramite telecamere, più o meno le stesse che vengono utilizzate per l’eccesso di velocità o per i divieti di sosta. È tutto scritto nel nuovo Codice della strada ormai approvato dalla Commissione trasporti della Camera e ora pronto per iniziare l’iter legislativo vero e proprio che lo porterà, entro il 3 giugno, ad essere discusso o votato in aula.

Sta per cambiare dunque – ancora una volta – la legge fondamentale degli automobilisti e, come tradizione vuole, le modifiche arriveranno con la stagione estiva, durante gli esodi verso le località balneari. Tra le novità, viene consentito anche alle moto leggere, quelle da 120 cc in su, di entrare in autostrada, cosa che oggi non è possibile. In più, avranno spazio alcune disposizioni a tutela dei ciclisti. Alla classificazione delle strade, si aggiungerà il nuovo tipo di “strada scolastica” per le vie in prossimità di scuole e altri edifici a uso scolastico; in esse sarà consentita la sosta, il movimento e le manovre connesse alle scuole (come ad esempio prendere o lasciare i bambini). Su queste strade potranno essere disposte particolari limitazioni negli orari di attività didattica, come il limite di velocità a 30 km/h e la Ztl.

Strade piene di telecamere per fotografare chi prende in mano lo smartphone mentre sta alla guida

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Rami e radici sconfinano? Il proprietario è obbligato al taglio

Rami e radici sconfinano Il proprietario è obbligato al taglio

 

Il quesito.Ho un vicino che con le sue piante non rispetta le distanze previste dall’articolo 892 e seguenti del Codice civile. Posso tagliare i rami e gli arbusti che sconfinano nella mia proprietà, ma sono attaccati alle piante situate nella sua oppure posso essere accusato di danneggiamento? Per fargli rispettare le distanze, inoltre, devono agire per vie legali oppure posso recarmi dai carabinieri e denunciare la situazione chiedendo loro che intervengano? -L.B.Lucca

La risposta. L’articolo 896 del Codice civile prevede espressamente che, nel caso in cui i rami degli alberi del vicino invadano il confine, il proprietario del fondo confinante possa costringere il primo a provvedere al taglio, nonché possa provvedervi egli stesso nel caso in cui ad oltrepassare il confine siano le radici.

Per ottenere il rispetto delle distanze previste dall'articolo 892 del Codice civile, così come per obbligare al taglio dei rami sopra descritto, in caso di inerzia del vicino sarà necessario ottenere un provvedimento giudiziale a carico della parte inadempiente, non avendo la forza pubblica – carabinieri o polizia locale – possibilità di intervenire nella regolamentazione di questioni di interesse privato che non configurino alcuna fattispecie di reato.

 

Fonte: https://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2019-05-03/rami-e-radici-sconfinano-proprietario-e-obbligato-taglio-123134.shtml?uuid=ABgIPwtB

Area pedonale aperta ai ciclisti: Comune non risponde dell’investimento del pedone

Area pedonale aperta ai ciclisti Comune non risponde dellinvestimento del pedone2

 

L’area pedonale, all’interno della quale si sia verificato lo scontro tra un pedone ed un ciclista, non riveste un ruolo causale nella dinamica dell’incidente; essa, infatti, costituisce semplicemente il luogo del sinistro, mentre la serie causale, che ha cagionato l'evento, deriva dal comportamento dei soggetti coinvolti nello scontro e si esaurisce in esso. Il Comune, pertanto, non risponde ex art. 2051 c.c., tuttavia residua una forma eventuale di responsabilità ex art. 2043 c.c., qualora il danneggiato dimostri la sussistenza di una colpevole inerzia dell'amministrazione per non aver preso alcuna iniziativa diretta a regolare e controllare il comportamento degli utenti, malgrado le segnalazioni sul pericoloso utilizzo dell'area.

Così ha deciso la Corte di Cassazione con l’ordinanza del 13 febbraio 2019 n. 4160

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Sommario
La vicenda
Il nesso causale e l’evento
1) Irrilevanza del comportamento del responsabile – custode
2) Inserimento della cosa custodita nella sequenza causale
L’inerzia della cosa
La responsabilità aquiliana e la responsabilità del custode
Responsabilità dell’ente gestore
Conclusioni
La vicenda

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La comunicazione dei dati del conducente

La comunicazione dei dati del conducente2

 

Multe: la contravvenzione non contestata all’automobilista al momento dell’infrazione contiene l’invito a comunicare nome, cognome e dati della patente di chi era alla guida dell’auto.

Da quando esiste la patente a punti esiste anche la comunicazione dei dati del conducente. Di cosa si tratta? Se ti è capitato di ricevere una multa a casa – ad esempio per attraversamento dell’incrocio con il semaforo rosso o per un eccesso di velocità rilevato con l’autovelox o il tutor – saprai che, insieme al verbale con cui ti viene comunicata la norma violata e l’importo da pagare, c’è anche l’invito a fornire alla polizia, entro 60 giorni, i dati della patente di chi era alla guida dell’auto al momento dell’infrazione. Ciò succede tutte le volte in cui alla violazione del Codice della strada è collegata anche la sanzione accessoria della decurtazione dei punti dalla patente. Ebbene, poiché l’identità dell’automobilista che non è stato fermato immediatamente dagli agenti non può essere presunta, il verbale – che vede coobbligato in solido nel pagamento della sanzione principale il proprietario dell’auto – impone a quest’ultimo un obbligo di collaborazione con le autorità: tale collaborazione consiste proprio nella comunicazione dei dati del conducente e ciò al fine di sottrarre solo a quest’ultimo, e non all’intestatario del mezzo, i punti per la violazione del Codice della strada.

In questo articolo ti spiegheremo tutto ciò che c’è da sapere sul tema e come fare la comunicazione dei dati del conducente. L’argomento, su cui è di recente intervenuta la Cassazione, è particolarmente interessante visto che la violazione di tale obbligo comporta l’arrivo di una seconda multa di oltre mille euro. Ma procediamo con ordine.

Indice

1 Comunicazione dei dati del conducente: quando va fatta?
2 Se non comunico i dati della patente cosa rischio?
3 Come si fa la comunicazione dei dati del conducente?
4 Comunicazione dati del conducente: modulo con facsimile
5 La comunicazione va fatta se impugno la multa?
6 Multa arrivata dopo 90 giorni: va fatta la comunicazione?
7 Se alla guida era il proprietario dell’auto bisogna inviare la comunicazione?
8 Chi deve inviare la comunione dei dati dell’effettivo conducente?
9 Se pago, devo fornire i dati dell’effettivo conducente?
10 Cosa può fare il proprietario dell’auto per evitare la sottrazione dei punti?

Comunicazione dei dati del conducente: quando va fatta?

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